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Sulla spiaggia affollata di bagnanti,
tra
il muro del lungomare e l'ultima fila
di
ombrelloni multicolori, alcuni ragazzi
stavano
costruendo un castello con sassi e
sabbia.
<<La torre è ancora bassa!>>
<<Portate altra sabbia bagnata!>>
<<Non fate rompere i merli!>>
Luciano scavava con una paletta rossa
a punta
un profondo fossato tutt'intorno.
<<Gambadilegna, vai a riempire
questi
due secchielli!>> ordinò Carmelo.
<<Margherita, vuoi andare tu?... Per
piacere!>> la pregò il ragazzo. <<Io
ho paura del mare>>. Gambadilegna era il soprannone di Tonino,
zoppo fin dalla nascita a causa di una malformazione
all'arto destro.
<<Avete sentito?>> intervenne
Marcello. <<Gambadilegna ha paura
del
mare! Ah! Ah! Ah!>>
Scoppiò una risata generale e qualcuno
cominciò
a beffeggiarlo.
<<Non ti avvicinare all'acqua,
perché
le onde ti possono inghiottire!!!>>
fece Mauro, mimando un cavallone.
<<Attento!>> gridò Giuliana.
<<Uno squalo!>>
<<No, no: è un pescecane!>>
le
fece eco Luciano.
Tonino abbassò la testa mortificato
e lentamente
si allontanò, senza mai girarsi. Non
capiva
il comportamento dei suoi amici che
non perdevano
occasione per ridere di lui.
<<Sono felici quando mi prendono
in
giro!>> pensava. <<Mi trattano
come se io fossi uno scemo. Anche quelle
smorfiose!>>
Mentre questi pensieri gli tormentavano
la
mente, sentì dei passi avvicinarsi
sempre
più. Si girò e... cominciò a correre.
<<Prendiamolo! Prendiamolo!>>
Erano gli amici di prima.
<<Buttiamolo in mare!>>
<<Facciamogli bere un pò di acqua!>>
Tonino continuò a correre per sfuggire
ai
suoi cacciatori, desiderosi di vederlo
annaspare
nelle onde.
Per la prima volta ebbe paura!
<<Lasciatemi in pace!>>
gridava.
<<Vigliacchi!>>
Ma ormai le belve erano assetate di
sangue
e non avrebbero concesso alla facile
preda
nessuna possibilità di scappare.
<<Andate via!... Vi prego!>>
li supplicava Tonino, piangendo.
Inutili furono le sue preghiere.
Stremato, si fermò con le mani sulle
ginocchia,
oppresso dall'affanno, e fu subito
circondato
dai ruggiti degli inseguitori.
Carmelo fu il primo ad afferrarlo,
prendendolo
nella vita.
<<Preso!>> esclamò con
il fiero
cipiglio del guerriero che ha catturato
il
nemico. Marcello e Luciano gli stringevano
le gambe, mentre Margherita e Mauro
gli tenevano
le braccia. Agnese e Giuliana, che
erano
più piccoline, correvano tutt'intorno
starnazzando
come due oche sull'aia assolata.
Tonino, disperato, si divincolava con
tutte
le forze, ma la sua resistenza non
dava nessun
risultato utile.
<<Trasciniamolo in acqua!>>
gridò
Carmelo.
<<Trasciniamolo in acqua!>>
ripeteva
Agnese.
Margherita e Mauro, allora, lo lasciarono
cadere pesantemente sulla sabbia. Giunti
a riva, Carmelo gli afferrò le braccia
e
cominciarono a farlo dondolare per
scaraventarlo
in mare.
<<Nooo!>> li scongiurava
Tonino.
<<Mi fate affogare!... Ho paura!...
Ih! Ih! Ih!>>
Piangeva terrorizzato, mentre gli amici
gioivano,
sordi alle sue implorazioni e decisi
a portare
a termine la loro impresa.
<<Eeee uno!... Eeee due!...Eeee
tre!>>
Lanciarono in acqua il povero Tonino.
<<Pa-pe-ro-tto!... Pa-pe-ro-tto!>>
ripeteva Agnese, saltando a piedi uniti
sulla
sabbia, mentre il ragazzo si dibatteva
tra
le onde in modo scomposto.
Luciano e Margherita gli lanciavano
acqua
sul viso con le palme delle mani. Carmelo,
Giuliana, Mauro e Marcello, con le
gambe
sommerse fino alle ginocchia, gli giravano
intorno urlando come fanno nei film
gli apaches
a cavallo, quando circondano una carovana
di bianchi.
Tonino vomitava l'acqua salata ingoiata
e
tossiva tanto che sembrava schiantarsi
il
petto, tra un coro di risate.
<<Impara a nuotare!>> gridò
cinicamente
Carmelo e gli diede un'altra spinta
con forza.
Tonino ricadde sott'acqua e bevve ancora
una volta abbondantemente. Riemerse
invocando
aiuto, ma fu spinto prima da Marcello,
poi
da Margherita. Era inutile ogni tentativo
di rialzarsi. Ormai era in balìa di
quei
diavoli scatenati!
Romeo, il bagnino, aveva seguito dalla
sua
sdraia tutta la vicenda quasi compiaciuto.
Quando, però, capì che il gioco diventava
pericoloso, corse in soccorso del poveretto.
<<Mascalzoni!>> gridò a
quei
ragazzacci. <<E' questo il modo
di
giocare?...Così lo fate affogare!!!>>
e li mise in fuga a suon di scapaccioni.
Tonino barcollava e continuava a tossire
e a vomitare acqua.
<<Vieni sotto il mio ombrellone!>>
gli disse l'uomo con voce rassicurante.
<<Lì
starai al sicuro!>>
Il ragazzo si aggrappò al suo braccio:
<<Grazie, Romeo. Sei arrivato
proprio
in tempo!... Me la pagheranno!... Me
la pagheranno!>>
ripeteva con rabbia. E giurò di vendicarsi!
* * *
Tonino andò a sedersi su uno scoglio.
All'orizzonte
il sole già toccava il mare. C'era
una pace
immensa ed un silenzio profondo, rotto
solo
dal sommesso mormorio delle onde. Guardava
con ammirazione un uomo che nuotava
lentamente
nel riflesso arancione del tramonto.
<<Sarà molto bello nuotare!>>
pensava, mentre la brezza di mare gli
carezzava
il viso e gli spettinava i capelli
castani.
<<Un giorno anch'io nuoterò!...
Fino
a toccare il sole!... Dovessi impiegarci
una vita!>> diceva tra sé e sé.
<<Chi
sa se è difficile imparare!...Ci vorrà
molto
coraggio per vincere la paura!!!>>
<<Provaci, Gambadilegna!>>
sentì
invitarsi da una voce sconosciuta.
Si girò.
Non c'era nessuno!
<<Tuffati!... E' così semplice!>>
ripeté la voce di prima.
Per la seconda volta il ragazzo si
guardò
intorno senza scorgere anima viva.
<<Mah! Forse avrò sognato!>>
No. Non aveva sognato. Con un gran
balzo,
infatti, un delfino si avvicinò agli
scogli.
<<Tuffati!>> disse. <<Ti
insegnerò a nuotare!>>
Tonino impallidì alla vista di quel
cetaceo
parlante e, istintivamente, retrocesse
di
qualche passo.
<<Non aver paura, Gambadilegna!>>
lo rassicurò il pesce.
<<Chi sei?>> gli chiese
con voce
tremula, sbalordito da quella miracolosa
apparizione.
<<Non vedi?... Un delfino!...
Uno dei
tanti delfini che vivono in questo
mare.>>
<<Ma... tu... parli?!?>>
balbettò
Tonino con grande stupore. <<Come...
è possibile?!?>>
<<E' un segreto che non posso
svelarti!>>
gli confidò il delfino. <<Promettimi
di non dirlo a nessuno ed io ti aiuterò
a
soddisfare un tuo grande desiderio.>>
<<Quale?>> chiese incuriosito.
<<Quello di nuotare.>>
<<E tu come fai a conoscerlo?>>
<<L'ho letto nei tuoi pensieri!>>
Il cetaceo girò su se stesso alcune
volte
e poi si immerse, certo di aver conquistato
la fiducia del ragazzo che lentamente
si
era riavvicinato. Dopo un po' ricomparve
ed esibì una serie di tuffi del suo
ricco
repertorio.
<<Sali. Ti porterò con me!>>
<<Come ti chiami?>> chiese
Tonino
con tono amichevole.
<<Pinna Veloce... Forza, sali.
Non
te ne pentirai!>>
<<Mi piacerebbe molto, ma ho
paura!>>
<<Con me non devi averne... Vieni!>>
lo invitò con maggiore insistenza il
delfino.
<<Ti insegnerò tutti i segreti
del
mare. Cose che non immagini neppure!>>
Tonino, come preso da una magica tentazione,
scivolò in acqua e si trovò a cavallo
del
mammifero. Partirono veloci, seguendo
il
riflesso del sole. Il ragazzo annodava
con
molta forza le gambe sotto il corpo
affusolato
del delfino e si teneva stretto alla
pinna
dorsale che usava come timone.
La paura iniziale si trasformò subito
in
piacere e la smorfia del viso si tramutò
in un ampio sorriso. Avevano percorso
poco
più di tre miglia quando il pesce lo
avvertì
del cambiamento di rotta:
<<Attento, ora si va giù!>>
e
si inabissò, facendogli esplorare un
mondo
incantevole ed incontaminato.
Dopo un lungo viaggio nelle profondità
del
mare, i due tornarono in superficie.
Il delfino
fece scivolare in acqua il ragazzo,
sottraendosi
alla sua presa. Tonino cominciò a nuotare
in modo così naturale come se l'avesse
sempre
fatto. Senza alcuna difficoltà rimaneva
a
galla, si immergeva, giocava nell'acqua,
si distendeva per nuotare a dorso,
rincorreva
l'amico superandolo continuamente e
facendosi
superare in una interminabile gara
di abilità.
Ormai scendeva la sera e solo la luna
piena
rischiarava il buio diffuso, nel quale
cielo
e mare si confondevano in un unico
colore.
<<Ora devo andare via>>
disse
Pinna Veloce.
<<Stiamo insieme un altro poco!>>
lo supplicò Tonino.
<<Non posso. E' tardi!>>
<<Tu mi hai fatto rinascere!>>
gli confessò singhiozzando. <<Mi
hai
dato una nuova vita!... Ti rivedrò?>>
<<Ogni qualvolta verrai nel nio
mondo,
io ci sarò>>
<<Perché mi hai mostrato le meraviglie
del mare?>> chiese Tonino.
<<Per insegnarti che il mare
è un amico,
con tutti i suoi figli!>>
<<Pinna Veloce, perché hai scelto
proprio
me?>>
<<Perché sei buono di animo.
E il re
del mare sa che può contare su di te,
in
caso di bisogno!>>
Il delfino girò varie volte intorno
all'amico
e si immerse. Riemerse dopo un poco
con un
gran balzo, salutò il ragazzo vibrando
varie
volte la coda e si tuffò scomparendo
nel
buio.
Tonino, ancora incredulo, tornò lentamente
a riva, con le lacrime che gli scendevano
copiose sul viso.
<<Mi sembra un sogno!>>
diceva
fra sé e sé. <<E dovrà essere
un segreto!>>
Per alcuni giorni Tonino non andò sulla
spiaggia.
Passava le sue giornate sugli scogli,
guardando
il mare con la speranza di rivedere
Pinna
Veloce. Lanciava sassolini nell'acqua
e contava
i cerchi che si allargavano fino a
scomparire,
spesso rotti dalla risacca provocata
dai
fuoribordi dei villeggianti.
Intanto progettava un piano per vendicarsi
dei suoi amici.
* * *
<<Guardate chi c'è sugli scogli!!!...
Gambadilegna!>>
Addio pace! Era la voce stridula di
Luciano
che si avvicinava a bordo di un "pedalò"
con la solita banda di amici. Si levò
un
coro di risate!
Tonino continuò a lanciare sassolini
nel
mare, fingendo la massima indifferenza.
<<Ecco dove si era nascosto il
nostro
fifone!>> indicò Carmelo con
aria trionfale.
<<Fi-fo-ne!... Fi-fo-ne!... Fi-fo-ne!>>
E giù altre risate! Si tornava bruscamente
nel triste quotidiano!
Tonino voleva girare le spalle e andarsene,
ma preferì rimanere lì per dimostrare
che
i loro sberleffi non lo scalfivano
affatto.
<<Cucù!... Cucù!>> continuavano
a fare Agnese e Giuliana, in precario
equilibrio
sul palchetto di poppa.
<<Passatemi quella corda!>>
ordinò
Mauro dallo scafo sinistro, per mettere
in
atto un'idea che gli frullava per la
testa.
<<Farò come Pecos Bill, quando
cattura
i bisonti nella prateria!>>
<<Sì,sì! Ah! Ah! Ah!>>
<<Che trovata geniale!>>
<<Forza! Tiralo in acqua!>>
Mauro, eccitato dal consenso ricevuto,
fece
un nodo scorsoio alla corda e cominciò
a
farla roteare. Una volta... due volte...
tre volte... Al quarto giro colpì sul
viso
Agnese che cadde a peso morto all'indietro,
trascinandosi in mare anche Giuliana.
Le due non riuscivano a tenersi a galla
e
cominciarono a bere acqua e a strillare.
I ragazzi, indecisi sul da farsi, per
un
attimo si guardarono atterriti, mentre
Luciano,
il più lesto a prestar soccorso, tentava
di afferrare Agnese allungando entrambe
le
braccia, disteso sulla prora. Marcello,
l'unico
che sapeva nuotare, si tuffò e raggiunse
le bambine, le quali disperatamente
gli si
avvinghiarono intorno, vanificando
ogni suo
tentativo di portarle in salvo sul
pedalò.
Ogni volta che riemergevano, Agnese
e Giuliana
invocavano aiuto con suoni indecifrabili.
Margherita singhiozzava rumorosamente
sul
sediolino sinistro con la testa tra
le mani,
trepidando per la sorte delle sorelline.
Gli altri si agitavano confusamente,
non
sapendo cosa fare oltre a piagnucolare.
<<Aiuto!... Aiuto!>> gridò
Marcello,
sfinito e sopraffatto dalla fatica.
Tonino guardava imperterrito il succedersi
degli eventi, indeciso se e quando
intervenire.
Per un attimo forte fu la determinazione
di rimanere spettatore indifferente.
Ma,
quando capì che non avrebbe sortito
esito
positivo nemmeno l'intervento di Luciano
e di Carmelo, si tuffò.
<<Il re del mare sa che può contare
su di te!>> gli aveva detto Pinna
Veloce.
Nuotando con straordinaria abilità,
come
gli aveva insegnato il delfino, afferrò
Agnese
con la mano sinistra e Giuliana con
la destra,
portandole in salvo sul pedalò con
l'aiuto
di Margherita che non prontezza le
tirò su.
Poi aiutò Marcello che si dibatteva
pericolosamente
con movimenti scomposti; infine soccorse
Luciano e Carmelo che si erano dimostrati
più abili con la bocca che non con
le braccia.
Quando tutti erano in salvo, con ampie
bracciate
arrivò agli scogli e vi salì sopra.
Si girò
e li guardò senza mostrare nessun segno
di
spavalderia. Gli amici, sbalorditi
da quel
prodigioso intervento di Gambadilegna,
lo
fissarono a lungo, senza battere ciglio,
impietriti, increduli, umiliati. Sì,
umiliati
proprio dal fifone che avevano sempre
sbeffeggiato!
Rimasero a lungo in silenzio, con gli
occhi
abbassati. Quale mago aveva reso possibile
quella trasformazione?
<<Grazie, Tonino!>> disse
per
tutti Margherita, con un fil di voce.
Il ragazzo scrollò le spalle. Luciano
e Carmelo
cominciarono a pedalare e si allontanarono
senza più voltarsi indietro.
Tonino, immobile, li seguiva con lo
sguardo,
sorridente e soddisfatto di aver consumato
la sua vendetta così: salvando la vita
a
chi tante volte lo aveva mortificato!
Si tuffò in mare, mentre in lontananza
Pinna
Veloce lo salutava agitando la coda.
(Luglio 1991)
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