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Non molti anni fa, andai a far visita a un
amico a Villanova del Battista, un paesino
tra Ariano Irpino e Montecalvo. Comodamente
seduti su una panchina della piazza, sotto
un albero che ci rendeva sopportabile l'afa
di Agosto con la sua benevole ombra, eravamo
alle prese con due gelati al pistacchio che
si scioglievano velocemente, colando lungo
il cono fin sulle dita.
Davanti a noi, un nugolo di marmocchi giocava
a pallone. Un calcio sbilenco e la sfera
finì su un'aiuola. Qualsiasi persona "civile"
avrebbe istintivamente calpestato l'erba
per recuperarla. Quei ragazzi, invece, si
fermarono, si consultarono. Uno andò nella
vicina macelleria a prendere una scopa e
con essa fecero scivolare via il pallone.
Su quell'erba c'era il solito cartello "Il
verde è tuo. Non calpestarlo!"
Naturalmente c'è chi è educato alla cura
dei beni della collettività e li sente propri;
e c'è chi trova soddisfazione a danneggiarli,
per il semplice piacere di farlo, perchè
dentro si è un po' idioti e un po' vandali!
Il ricordo di quei ragazzi è sempre vivo
e molte volte, da allora, ho avuto occasione
di raccontare quell'aneddoto come esempio
di rispetto della cosa pubblica. Mi tornò
in mente anche il 19 maggio del 1996, allorquando
a Baiano fu inaugurata la "Villa comunale".
<<Solo tenendo cura di questa struttura,
avendo senso di responsabilità e di amore...
noi potremo averla sempre così come questa
sera... Ogni cittadino si investa di un proprio
senso civico!>> sottolineava con forte
passione il Sindaco, prof. Raffaele Napolitano.
Io ascoltavo le sue parole e il mio pensiero
riandava ai marmocchi di Villanova del Battista.
""Saremo capaci, noi Baianesi,
di fare altrettanto?"", mi chiedevo
fiducioso. E speravo di sì. ""Diamo
un segno di civiltà, una prova di amore!
Proviamo a lasciare in eredità a chi verrà
dopo di noi una testimonianza tangibile del
nostro passaggio!"" scrivevo su
questo stesso giornale (n.13 del 26/5/96).
Da quella domenica sera sono trascorsi poco
più di 100 giorni e ho dovuto constatare
con amarezza che la speranza era stata mal
riposta in molti miei concittadini. Troppi
danni e trasgressioni in così poco tempo!
Chi non ha visto ragazzi sfrecciare pericolosamente
per i viali della villa con le biciclette,
incuranti dei divieti e dei civili richiami
degli adulti?
Chi non ha visto ragazzi con motociclette
e motorini attraversare la villa, utilizzata
come nodo di collegamento tra via Lippiello
e corso Garibaldi?
Chi non ha visto giovani e adulti utilizzare
le strutture riservate, con tanti cartelli
bene esposti, ai bambini di età inferiore
a 7 anni?
Chi non ha visto adulti passeggiare sulle
erbe? E ragazzi saltare dai muri sulle aiuole,
scorrazzare sui prati, sbattere rumorosamente
le porte dei bagni, giocare con l'acqua della
vasca e della fontana, lanciare palloncini
pieni di acqua (arrecando anche enorme fastidio
alla gente), scavalcare i cancelli nelle
ore di chiusura, sedersi con le scarpe sui
sedili delle panchine? Gran villanìa, quest'ultima!
Manifestazione rozza e incivile che si perpetra
anche in piazza F. Napolitano.
Il tutto sotto lo sguardo impotente della
forza pubblica e degli amministratori e con
il beneplacito dei genitori consenzienti
e contenti di avere per figli tali "campioni".
Risultato: Le strutture per i più piccoli
sono già danneggiate e la villa, amata in
male modo, ha perso il suo smagliante look
... in nome della civiltà dei paesi sviluppati!
<<E tu chi sì?... O si 'nnò?>>
sono le risposte che con sgarberìa inqualificabile
vengono date a chi fa notare con modi garbati
che ci sono norme da rispettare per il benessere
della collettività!
Come si fa, allora, a dimenticare i ragazzi
di Villanova del Battista, piccolo paese
sperduto tra le montagne della verde Irpinia!!
("La Gazzetta" - Anno III - Numero
20 del 1.9.1996)
Il testo è stato pubblicato il 1°.9.1996
su <<La Gazzetta del Baianese>>,
Anno III, Numero 20. |