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Caro Tranquillo, aspettavo la tua risposta!
Al primo tuo messaggio, un po’ cattivo, indelicato,
io ti ho risposto come meritavi. Al secondo,
più intelligente, più accorto, io rispondo
con piacere, perché il confronto delle opinioni
fa crescere le persone. Ciononostante, come
è mia abitudine, io farò le mie considerazioni
senza peli sulla lingua!
1)Torno sul concetto che ho già espresso
sul tuo stato di “anonimo”. Tu dici che a
te non interessa essere riconosciuto perché
un nome non determina le idee. Giustissimo!
Però la tua è una situazione di comodo in
questa disfida, e di vantaggio! Tu che mi
conosci bene (come si evince chiaramente
dalle tue parole!), che conosci le mie esperienze
culturali, politiche, sociali e familiari,
hai il vantaggio di poter formulare sentenze
e giudizi (dal tuo punto di vista!) avendo
tra le mani elementi concreti che puoi usare
come ti fa più comodo come arma per confutare
le mie idee, per sottolineare contraddizioni
nei miei comportamenti. Se avessi la stessa
tua opportunità, se sapessi con chi sto dialogando,
anche io potrei “colpirti” ricorrendo alla
conoscenza delle tue azioni. Pertanto il
confronto e lo scontro tra noi è impari e
a tuo favore e, per questo, sei sleale… come
tutti quelli che si nascondono dietro l’anonimato!
2) Quando ho letto che io ho una “personalità
frustata”, ho capito che individuo sei! La
frustrazione è uno stato psichico di profonda
delusione e senso di impotenza, causato dalla
incapacità di fronteggiare le situazioni.
Io sono una persona intraprendente dalla
forte personalità, che non si abbatte di
fronte alle disavventure della vita! Ti assicuro
che so combattere e fronteggiare le situazioni
(e vinco quasi sempre!!!), quando lo scontro
è leale, perché dentro di me forti sono i
valori positivi e immense le energie. Quando
la competizione è basata sulla slealtà, sulla
scorrettezza, sulle azioni “traffichine”
, sull’uso delle raccomandazioni e degli
aiuti da parte di altri “traffichini” sleali,
scorretti e portatori di valori negativi
per la comunità, allora c’è delusione e impotenza
e allora frustrazione!
3) Veniamo ora alla parte più interessante
del tuo messaggio. Tu scrivi che io ho sostenuto
una idealità politica e culturale di questo
sistema fatto di raccomandazioni e che annichilisce
la meritocrazia, che mi ha reso vittima delle
decisioni imposte dalla sovrastruttura che
io ho sostenuto, eccetera eccetera.
Se tu sei uno della mia generazione (Evviva
evviva l’anonimato!), devo dire che sei stato
poco attento alla mia esperienza culturale
e politica. Se appartieni ad una generazione
successiva (Evviva evviva l’anonimato!),
hai commesso l’ingenuità di dire cose di
me senza la giusta conoscenza dei fatti.
Chiunque tu sia (Evviva evviva l’anonimato!),
devi ricordare o sapere o informarti che
io, da SEGRETARIO DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA
di Baiano, negli anni in cui erano potentissimi
De Mita, Mancino, Bianco e Gargani, io, dall’interno
del partito, dai palchi durante le campagne
elettorali, sui giornali locali, nei dibattiti
pubblici, negli studi di TeleBaiano, nelle
mie vignette pubblicate sui periodici della
Bassa Irpinia, nelle mie opere, nei miei
testi teatrali, io ho sempre avuto una mia
linea chiara e coerente contro il sistema
delle raccomandazioni per sostenere la meritocrazia
e, soprattutto, non ho mai accettato (nemmeno
passivamente!) le decisioni imposte dalla
sovrastruttura e dai potentissimi capi, che
pur mi potevano tornare utili per eventuali
mie necessità, se ne avessi avuto bisogno.
Ed ho pagato politicamente sulla mia pelle
la mia posizione forte ed audace, senza mai
abbassare la testa. Ti ricordo le parole
che continuamente mi ripeteva l'amico Pietro
Foglia, già sindaco di Baiano: “Caro Montella,
tu vuoi fare il poeta! La politica invece
è pragmatismo!” Altro che distruggere l’idealità
quando faceva comodo!
4) Caro Tranquillo, pur di colpirmi, scrivi
che io aizzo il mio lamento contro una mia
creatura. Tu hai scomodato perfino Marx!
Io dovrei scomodare tanti uomini politici
italiani della democrazia cristiana che hanno
fatto la storia d’Italia del secondo dopoguerra
per dimostrare che il sistema in questione
non l’ho creato io? Non è una mia creatura!
Mi attribuisci un potere che non ho mai avuto!
Io sono stato semplicemente – figlio di contadini
- il segretario di una sezione della D.C.
che ha abbandonato i compagni di viaggio
quando ha capito che non c’era spazio per
chi, come lui, non accettava le decisioni
imposte dai capi di Avellino; per chi sognava
un mondo migliore basato sulla meritocrazia
e sulla forza delle idee che vengono dalla
base, dal popolo. Abbandonai il partito,
dopo una ventennale esperienza, e qualche
brevissima esperienza per trovare una nuova
collocazione (mai trovata!), quando troppo
evidente fu la constatazione che politicamente
vali solo se accetti LO SCAMBIO. Io do una
cosa a te, tu dai una cosa a me!
5) Caro Tranquillo, se ho capito tu chi sei,
da bravo professore ti dico: “DE TE FABULA
NARRATUR…” Non lo scordare mai!!!
A presto. Carmine, uomo che – malgrato te!
- non conosce… l’infelicità!
30 Agosto 2006
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