|
Duemila anni fa, si avvicinava la Pasqua
e Gesù di Nazaret su un'asinella faceva il
suo ingresso trionfante in Gerusalemme, tra
una folla festante, in delirio, che gridava:<<Osanna
al Figlio di Davide!>> "E al suo
entrare in Gerusalemme tutta la città si
commosse" (dal Vangelo secondo S. Matteo)
Ancora una volta, per la 13ª volta, Gesù
seguito dai suoi Apostoli arriva a Baiano,
percorre corso Garibaldi in groppa a un'asinella
e fa il suo ingresso in piazza S. Stefano,
accolto da tanta gente accorsa per assistere
alla drammatizzazione della Sua Passione.
Una "Passione" ridisegnata egregiamente
dagli organizzatori (i ragazzi del Forum
giovanile e della Pro-loco), per rivitalizzare
una manifestazione che si celebrava in una
scenografia che si ripeteva sempre nello
stesso modo da vari anni. Con l'aggiunta
del mercato e delle botteghe del fabbro e
del falegname. Alcune scene (giudizio di
Pilato, incoronazione, consegna della croce,
le tre cadute) dislocate opportunamente altrove.
Scegliendo luoghi nuovi e più suggestivi.
Come sempre emozionante la scena dell'ultima
cena. "Or mentre mangiavano, Gesù prese
del pane, lo benedì, lo spezzò, lo diede
ai suoi discepoli e disse: Prendete e mangiate;
questo è il mio corpo. Poi prese il calice,
rese grazie e lo diede loro, dicendo: Bevetene
tutti, perché questo è il sangue, il quale
sarà sparso per voi in remissione dei peccati."
Non da meno la preghiera nel giardino di
Getsemani; il tradimento di Giuda ("Chi
bacerò è Lui: prendetelo!"); la sua
cattura ad opera di un drappello di soldati
guidato da un centurione senza cuore; l'incontro
con Caifa e con Ponzio Pilato; la fustigazione.
Il percorso fino al monte Golgota è stata
la vera novità di questa edizione direi straordinaria.
Rivisitato con coraggio. Ed è stato un vero
trionfo. Un'emozione unica vedere il corteo
attraversare il centro storico di Baiano,
con le tenebre ormai avanzate, illuminato
dalle torce e dal calore della popolazione,
passando per il rione S. Giacomo, per il
Catafalco, per i Vesuni, davanti al Crocifisso,
fino a via Libertà, ammirato da gente incredula
e commossa nel vedere per la prima volta
Gesù passare davanti alle loro case.
Gesù (scortato e deriso da soldati romani
orgogliosi di portarlo al supplizio finale;
osannato dai suoi seguaci; seguito dalla
madre, dagli apostoli e dal popolo nemico)
ha attraversato le strade del centro storico
con sulle spalle una pesante croce e in testa
una corona di spine. E attraverso la sofferenza
impressa sul viso ha seminato su ogni singola
pietra lavica del selciato pace, amore, fratellanza
e tutti i sentimenti che rendono buono l'uomo.
Ad ogni passo una goccia di sangue grondava
dalle ferite della fronte e dal cuore della
madre sofferente. Ma Lui, pur claudicante,
procedeva verso la morte per adempiere al
suo destino, come scritto nelle sacre scritture.
Al suo passaggio si sono aperte porte e finestre
e la gente ha fremuto, ha gioito, si è commossa,
ha pianto, ha pregato per Lui. E Lui, orgoglioso
di tanto amore, ha perdonato, ha amato, ha
trasmesso la sua parola e si è diretto tranquillo
verso la collina di Gesù e Maria, consapevole
di lasciare in buone mani la sua eredità.
Non sono bastate tre cadute ad frenare il
suo procedere. I suoi occhi, dallo sguardo
profondo, vedevano già le croci tracciate
nel disegno divino. Una di queste era Sua.
Al centro. In mezzo a due ladroni. Lì avrebbe
avuto fine la Sua vita terrena. Però, da
quella croce, da quella morte sarebbe cominciata
la vita. Per Lui. Per noi. Per l'umanità.
E i Baianesi, hanno raccolto il messaggio;
hanno vissuto sulla loro pelle e nel cuore
quei momenti unici, irripetibili. Un interminabile
silenzio sotto gli ulivi, rotto solo dal
pianto di una madre e dal dolore di un Dio
che moriva da uomo inchiodato su un legno:
"Elì, Elì, lamà sabactani?" "Dio
mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?".
Mentre Baiano ai piedi della collina sembrava
un immenso campo pieno di lucciole. Dopo
l'ultimo sospiro: "Padre, perdona loro,
perché non sanno quello che fanno!"
(S. Luca) raccolto pietosamente da una folla
sempre più numerosa, profonda, trepidante,
finalmente un lungo applauso liberatorio,
tra fumi e fulmini che rendevano spettrale
l'atmosfera, mentre Gesù, scomparso dalla
croce, iniziava il suo viaggio verso il Cielo
per sedersi alla destra del Padre, secondo
le Scritture.
* * *
Un grazie a tutti gli attori che hanno consentito
la rievocazione della Passione con molto
impegno. Dal protagonista all'ultimo figurante,
tutti importanti per la concretizzazione
del progetto. Per questo motivo scelgo di
non riportare alcun nome, per rispetto a
tutti che erano tantissimi. Il loro successo
è ormai registrato nella memoria degli spettatori
e nei "byte" dei moderni mezzi
tecnologici.
Il testo è stato pubblicato il 31-3-2008
su <<Il Baianese>>, periodico
d'informazione del Baianese. (Vedi sezione
di questo sito) |