Iniziative che fanno crescere la comunità

Baiano: “Passione di nostro Signore” (1996)

Se è vero che bisogna andare in giro per il mondo a cercare cose belle da vedere, è pur vero che qualche volta basta affacciarsi dalle finestre di casa per assistere a spettacoli veramente gradevoli, preparati con la genuinità ed il fervore tipici dei paese.
Occasioni da non perdere. Iniziative indispensabili per far crescere una comunità; per dare spazio a giovani volenterosi e capaci; per portare alla luce tesori erroneamente tenuti nascosti nel segreto di uno scrigno; per fare emergere risorse culturali e organizzative che altrimenti giacciono inutilizzate.
Chi è stato a Baiano il 31 marzo u.s. (Domenica delle Palme), dalle ore 17.30 alle ore 20.30 si è trovato, come per magìa, catapultato in Palestina nell'anno 33 dell’ era cristiana, coinvolto (come spettatore e come parte integrante) nella scenografia che ha fatto da sfondo alla rappresentazione degli ultimi giorni di vita terrena di Gesù. Il viaggio a ritroso nel tempo è stato reso possibile dal Centro Parrocchiale "Santo Stefano" che ha drammatizzato la "Passione di nostro Signore Gesù Cristo", utilizzando come scenari naturali alcuni spazi urbani e la collina di Gesù e Maria.
Partendo dal campo sportivo con il suo seguito, in groppa ad un asinello, Gesù, osannato da una folla festante lungo il corso addobbato con palme, è arrivato in piazza, dove sono state rappresentate le scene della "Lavanda dei piedi", dell' "Ultima cena", del "Tradimento di Giuda", del "Getsemani", del "Processo" e della "Flagellazione".
Circondato da una marea di gente, che mostrava chiaramente di gradire molto lo spettacolo, il corteo si è diretto verso la Chiesa di Santa Croce, laddove è stata posta la corona di spine in testa a Gesù ed una pesante croce sulle Sue spalle.
Dopo un giro per le strade del centro, lentamente è stata affrontata la ripida salita che portava al luogo della crocifissione, l’atto finale seguito con una partecipazione sempre più intensa e sottolineato con musiche sacre veramente appropriate.
E' stato il momento più commovente e coinvolgente, in uno scenario naturale particolarmente suggestivo, tra gli ulivi del nuovo "Golgota" e le ombre della sera incipiente! In mezzo ai due ladroni veniva crocifisso Nostro Signore che spirando lanciava al mondo il Suo forte messaggio: "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno!" E mentre rimetteva il Suo spirito nelle mani dei Creatore, simbolicamente si spegnevano le luci ed il buio veniva squarciato da tuoni e fulmini....e da un lunghissimo scrosciare di applausi, è il caso di dire, "a scena aperta"!
Senza nulla togliere agli altri 51 attori e figuranti, tutti bravi, sento il bisogno di aggiungere una lode particolare per Gino Limmatola, che ha magistralmente interpretato il ruolo di Gesù, e per Franco Scotto che (con il cuore trafitto per la perdita del padre!) ha avuto la forza ed il merito di curare la regìa come al solito in modo brillante, concedendo poco alla platealità e riducendo il "copione" all' essenzialità.
Finalmente la Collina di Gesù e Maria, così cara ai Baianesi, è stata utilizzata per fini culturali! E' stato messo un seme in un solco. Che non inaridisca tra le pietre dell' insensibilità!


(“La Gazzetta” , Anno III – Numero 6 del 7/4/1996)