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Il segretario della sezione democristiana
di Baiano. nel suo intervento sulla "Voce"
del 16 febbraio parla di ''logiche diseducanti",
di idee nuove di cui abbiamo necessità assoluta
nel baianese", di "sfida culturale"
ai partiti laici.
Parole altisonanti che meritano una
risposta
da parte di chi non le condivide. Chi
vive
da vicino la vita della sezione e chi
l'ha
vissuta in prima linea sa che l'attuale
segretario
non ha cercato portatori di "idee
nuove"
ma solo parenti e "amici"
(in cerca
di favori) da iscrivere al partito
per gonfiare
il già voluminoso pacchetto di tessere
che
garantiscono una posizione di "potere"
solida, dall'alta della quale si corre
spesso
il rischio di sfiorare l'arroganza.
E questo
è un modo vecchio e superato di far
politica
e di gestire una gloriosa sezione.
Le idee nuove si possono anche avere.
L'importante
è che vengano partorite nella mente
di chi
non ha una "forza quantitativa"
per farle valere e non può scalfire
il piedistallo
del potere (che poggia purtroppo ancora
sui
pacchetti di tessere) di chi può anche
millantare
che tre più due può fare comodamente
dieci,
per espresso desiderio della maggioranza
!
Queste sono le "logiche diseducanti"
che lui vuole combattere con i paroloni
ma
di cui si serve per conservare il "potere",
senza accorgersi che la sezione sta
perdendo
il contatto con le nuove generazioni
(linfa
vitale del futuro) che da tempo se
ne stanno
alla larga dai gruppi di potere che
in questo
modo rendono un cattivo servizio al
partito
e alla comunità, potendo soffocare
ogni iniziativa
di democrazia e di libertà.
Se è giusto, poi, lanciare una "sfida
culturale" ai partiti, penso che
sia
almeno doveroso lanciarla a sè stessi
e impegnarsi
con la propria coscienza e con la propria
intelligenza a raccontare più verità
ai lettori
dai vari giornali sui quali si pubblicano
le proprie idee, che poi tutto sommato
non
sono che un riassunto povero di quelle
del
CAPO, il segretario nazionale del partito
dalle cui labbra si pende !
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