|
"Perché noi giovani dobbiamo pagare
le colpe di voi adulti?" scrive
Maria
Montuori nel suo articolo "Rifiuti
fino
alla gola" pubblicato da "Il
Baianese"
il 31-01-2008, a pagina cinque.
Molti uomini di cultura hanno scritto che
le colpe dei padri non devono ricadere sui
figli. Pur tuttavia questo concetto così
semplice ed elementare è stato tante volte
calpestato nella storia dell'uomo ed i figli
hanno sempre pagato per gli errori e le colpe
dei padri.
Però le vicende umane ci insegnano che tante
altre volte i giovani hanno preferito comodamente
sottrarsi alle proprie responsabilità, delegando
gli adulti a gestire la cosa pubblica. Non
hanno, così, collaborato alla costruzione
del loro futuro! Hanno messo nelle mani degli
altri le sorti della società, abbandonando
ogni velleità e opportunità di partecipazione.
E gli adulti certamente non hanno respinto
questo regalo, non hanno rifiutato questa
prodiga concessione ed hanno fatto del destino
di tutti quello che la loro cultura dettava,
senza tener conto dei bisogni dei giovani
e senza mai programmare con lungimiranza,
senza mai guardare oltre l'orizzonte, senza
mai sporgersi oltre la siepe del proprio
giardino!!!
Quando si resta distrattamente alla finestra,
non si ha poi il diritto di recriminare!
Quando non si dà il contributo della propria
intelligenza, della propria cultura, delle
proprie idee, a cosa serve poi lamentarsi?
Si possono solo leccare le ferite e basta!
"La libertà non è star sopra gli alberi!"
cantava Giorgio Gaber. in una sua famosissima
canzone del 1972. "Libertà è partecipazione!"
Purtroppo, però, l'uomo "passa la sua
vita a delegare e nel farsi comandare ha
trovato la sua nuova libertà!"
Questo lo ribadisco oggi, ma l'ho detto e
ripetuto numerose volte nella mia storia
di uomo pubblico e lo affermavo con forza
quando, giovanissimo, mi fu affidata la segreteria
dell'allora Democrazia Cristiana di Baiano.
Ho sempre invitato i giovani a far politica
per contribuire alla soluzione dei problemi
della società e per costruirsi il futuro
secondo le proprie aspettative!
Mi piace, per questo, farvi conoscere un
documento che lessi da una tribuna elettorale
durante la campagna politica del 1978 e che
poi ho pubblicato varie volte sui giornai
della Bassa Irpinia e sul mio sito web (www.montellacarmine.it/opinioni/sceglietevi_una_bandiera.htm)
<<La storia politica di Baiano e di
tanti paesi, se non proprio dell'intera nazione,
dimostra che gli amministratori non sempre
sono coerenti con le loro idee ed i programmi
esposti con tanti paroloni quasi mai vengono
realizzati.
Durante le campagne elettorali i candidati
promettono impegno, giustizia, trasparenza
amministrativa. Stranamente poi, una volta
eletti, dimenticano le loro promesse; diventano
padroni del potere; amministrano spesso solo
gli interessi di parte, senza interpellare
i cittadini sulle scelte fondamentali di
interesse generale, convinti che le loro
idee siano la verità assoluta di quel momento.
La demagogia in atto durante le campagne
elettorali deve cedere il posto alla convinzione
che si deve amministrare con sacrificio,
per servire il popolo, del quale si è solo
rappresentanti. Quando si trovano soluzioni
ai problemi valide per tutti, il benessere
è generale; quando, invece, si risolvono
i problemi di una parte soltanto della cittadinanza,
la società non sarà mai giusta, non ci sarà
mai un equilibrio stabile tra le varie componenti
politiche, sociali, culturali e religiose;
ci sarà solo la corsa al potere per bilanciare
la mancanza di potere di quando si è stati
all'opposizione.
La democrazia si realizza quando il popolo
dà il suo contributo di idee e di esperienza
e controlla con la sua presenza l'operato
degli amministratori. Solo così questi amministreranno
con trasparenza e giustizia, con diligenza
e oculatezza. Gli amministratori abbandonati
alle loro ambizioni, alle loro idee, alla
loro ambiguità, sono stati sempre prepotenti,
presso qualsiasi civiltà moderna e antica;
non hanno mai lavorato per la collettività,
costringendo il cittadino di parte avversa
ad elemosinare la soluzione di un proprio
problema.
Se questo è vero, rivolgo un invito ai giovani.
Non vi allontanate dalla politica. Quanto
più starete lontano, tanto più conterete
poco nella società, perché saranno gli altri
e non voi ad organizzare la società e a prendere
decisioni che anche voi dovrete poi rispettare.
Voi avrete in eredità una società costruita
con le idee degli altri. Non giustificate
la vostra assenza dalla politica con la troppo
monotona diceria che la politica è sporca.
Sarà pure vero, ma è altrettanto vero che
essa è sporca perché spesso sono proprio
i capaci a farsi in disparte, lasciando lo
spazio ed il potere agli incapaci e ai furbi.
E' con la vostra presenza che si fa la pulizia
nei partiti e nella società.
Sceglietevi una bandiera, quella del partito
che più risponde alle vostre attese. Se non
la trovate, cucitene una nuova e lottate
per essa con fede per creare spazi alla vostra
idealità e alla vostra identità. Un giorno
vi resterà solo quello che oggi sarete capaci
di costruire con la vostra forza messa a
confronto con la realtà esistente. Le società
progrediscono solo quando c'è confronto tra
le generazioni, quando c'è mediazione continua
tra il passato, il presente ed il futuro.
Quando questo confronto e questa mediazione
non sono continui, si creano vuoti paurosi,
crollano i valori e con essi la società,
perché ci sarà solo diffidenza generazionale.
Le idee stagnanti sono come sabbie mobili,
nelle quali lentamente sprofonda la società!
Tocca a voi rinfrescarle con il contributo
e la forza della vostra cultura giovane e
nuova.
Quando ci sono cambiamenti nella società,
si offre l'occasione per nuovi inserimenti.
Baiano cambia pagina, non restiamo alla finestra
a guardare!>>
Il testo è stato pubblicato il 29-2-2008
su <<Il Baianese>>, periodico
d'informazione del Baianese. (Vedi sezione
di questo sito) |