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Progettata nella notte dei tempi, più
come
arma di ricatto politico per raccogliere
consensi elettorali che come bisogno
primario
della cittadinanza; eterna spada di
Damocle
sulla testa dei proprietari che hanno
barattato
i loro voti per l' insabbiatura o la
modifica
del progetto, finalmente Domenica 19
Maggio
1996, alle ore 20.00, è stata inaugurata
la "Villa comunale". La cerimonia,
snella e semplice, ha visto la partecipazione
di tutta la popolazione, accorsa in
massa
a testimoniare il desiderio che i Baianesi
sentivano da anni di vedere realizzata
questa
opera pubblica. Un polmone di verde
nel centro
dei paese che diventa anche e soprattutto
un comodissimo ed essenziale snodo
di collegamento
pedonale tra Corso Garibaldi, via Scafuri,
Piazza F. Napolitano, via Marconi e
via Lippiello.
Naturale prolungamento delle due piazze centrali,
sicuramente sarà "adottata" dai
più piccoli, che in essa potranno giocare
in piena libertà e dare sfogo alle loro energie,
alla esuberanza della loro età, lontano dai
pericoli del traffico urbano.
Il consigliere Carlo Borea ha sottolineato,
senza mezzi termini, che "grazie all'impegno
dell'assessore Peppe Barzaghi, il brutto
anatroccolo (progetto iniziale della villa)
è diventato un cigno... Questa struttura,
che è costata soldi e sacrifici, è di tutti
i cittadini ... E se noi la curiamo, la terremo
per sempre..."
La signora Emanuela Acierno, dopo aver comunicato
che "sono stati piantati dei giovani
alberelli, dedicati a tutti i bambini nati
nel 1995", ha espresso l'augurio che
"ognuno curi questo verde attrezzato
e lo ami" come una cosa propria.
Il Sindaco Raffaele Napolitano ha ribadito
con forza lo stesso concetto. "Solo
tenendo cura di questa struttura, avendo
senso di responsabilità e di amore verso
la cosa pubblica, noi potremmo averla sempre
così, come è questa sera... Ogni cittadino
si investa di un proprio senso civico..."
Il parroco, don Fiorelmo, prima della benedizione,
ha ricordato che "i giardini pubblici,
la villa, la piazza, sono luoghi di incontro;
per i più piccoli saranno luogo di gioco
e di spensieratezza; per i più grandi, soprattutto
per chi coltiva la propria fede, e sa quanto
sia importante per Dio l'incontro del fratello,
questa struttura serve a saperci incontrare,
a saperci ascoltare , a saper dialogare..."
Cosparsa l'acqua santa e tagliato il nastro
tricolore, sono stati aperti i cancelli e
la villa è stata letteralmente presa d' assalto
dai cittadini per il primo godimento collettivo.
Ora il testimone passa a noi Baianesi. Vogliamola
bene, abbiamone cura, non maltrattiamola
come si sta facendo con la Piazza F. Napolitano.
Diamo un segno di civiltà, una prova di amore!
Proviamo a lasciare in eredità a chi verrà
dopo di noi una testimonianza tangibile dei
nostro passaggio.
Il testo è stato pubblicato il 26.5.1996
su <<La Gazzetta del Baianese>>,
Anno III, Numero 13. |