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"Cara Martina,
ho letto in anteprima le considerazioni che
tu fai sul problema dei debiti formativi(1)
e mi vien voglia di esprimere pubblicamente
il mio pensiero.
La riforma di Fioroni è stata una necessità
dettata dai "disastri" della scuola
superiore italiana, rilevati da continue
statistiche che ci mettono in coda alla civiltà
occidentale. Secondo un'opinione molto diffusa
nel mondo, gli studenti italiani sono tra
i più "somari" d'Europa; all'ultimo
posto nell'uso delle lingue straniere; hanno
un livello bassissimo della conoscenza della
lingua italiana; leggono male ed altrettanto
male scrivono e si esprimono con un linguaggio
povero e scorretto. Frutto questo dello scarsissimo
impegno scolastico ed extrascolastico degli
studenti italiani da una parte, e della poca
professionalità di molti docenti che hanno
ridotto la loro professione ad un semplice
lavoro da impiegati finalizzato unicamente
a portare a casa lo stipendio (cosa sacrosanta
del resto perché senza soldi non si cantano
messe!) dando poco peso al profitto degli
alunni!
Il debito formativo, pertanto, sta sempre
in agguato ed il suo recupero è una necessità
assoluta per continuare a costruire la formazione
degli alunni, i futuri cittadini del paese.
L'esperienza ed i risultati di questi anni
dimostrano che la soluzione del recupero
a settembre o "in itinere" è stato
un completo fallimento. Né avrà successo
il pieno recupero delle lacune se fatto durante
l'estate con le stesse strategie adottate
durante l'intero anno scolastico. Si accumulerà
solo "stress" su "stress",
noia su noia, disinteresse su disinteresse,
stanchezza su stanchezza con l'unico risultato
di fare arrivare all'inizio del nuovo anno
scolastico alunni ancor più demotivati e
svuotati di energie positive! Se i corsi
di recupero, però, verranno guidati da professionisti
esterni alla scuola e soprattutto esperti
di didattica, conoscitori della psicologia
dell'età evolutiva, delle più moderne teorie
dell'insegnamento e dell'apprendimento, di
modelli organizzativi per processi, di strategie
metodologiche innovative, capaci di far nascere
la pianta anche dalla sabbia del deserto
sollecitando opportunamente le intelligenze
di cui ogni persona è portatrice; organizzando
laboratori come ambienti di apprendimento
disciplinare dove ognuno trova le condizioni
climatiche positive e la giusta relazione
educativa; suscitando interesse ed entusiamo
verso lo studio finalizzato non alla conquista
del "vile voto" ma alla formazione
degli studenti, allora lo studio nel periodo
estivo non peserà: verrà visto e affrontato
non come una punizione ma come un sacrificio
destinato a far crescere la persona e l'alunno
per affrontare i futuri impegni scolastici
con i giusti mezzi culturali che porteranno
al successo scolastico.
E se tutte queste conoscenze e perizie facessero
parte del normale bagaglio professionale
di ogni docente, probabilmente gli alunni
italiani andrebbero a scuola ogni mattina
con l'entusiasmo giusto e con la voglia di
imparare. Ognuno certamente darebbe il meglio
di sé; seguirebbe con interesse le lezioni;
farebbe i compiti a casa con piacere. Certamente
diminuirebbero i debiti formativi, che verrebbero
assegnati unicamente a coloro che sono resistenti
ad ogni forma di scolarizazione. Gli alunni
italiani occuperebbero così i primi posti
nelle classifiche mondiali, facendo arrossire
coloro che oggi ridono sulle nostre spalle.
(Montella Carmine, professore di Italiano
e Storia presso l'Ipsar di Cicciano)
(1) Fioroni e le opinioni degli alunni (di
Martina Capasso)
Una delle cose che occupano una parte rilevante
della vita di noi giovanissimi è la scuola.
Cosa dire di essa? Sicuramente una marea
di cose, ma quella sulla quale dibattere
e quindi discutere maggiormente secondo me
e secondo altri ragazzi (visti gli scioperi
effettuati di recente) è la legge sui debiti
che è stata fatta dal ministro Fioroni. Beh!
a dire la verità non la reputo totalmente
sbagliata ma un po' severa sì; nel senso
che, secondo il mio parere e sicuramente
di altre persone, sarebbe un po' esagerato
farci recuperare i debiti formativi durante
l'estate, il periodo che noi abbiamo di ferie
dopo nove mesi di scuola.
Parlando a nome di tutti gli alunni, dico
che non so neanche minimamente cosa fare
e cosa proporre per cambiare totalmente o
modificare in modo parziale questa legge.
Momentaneamente il nostro "metodo"
per "ribellarci" e per far sentire
le nostre opinioni è quello di scioperare
e di non entrare a scuola! Non so neanche
se questa soluzione sia esatta! Secondo il
mio parere e spero anche secondo il parere
degli altri, forse il rimedio migliore sarebbe
quello di venirci incontro un po' tutti,
e forse questo sarebbe il modo migliore di
farci frequentare la scuola con un pizzico
di allegria in più in modo da non farci sentire
ulteriormente sotto pressione.
Il testo è stato pubblicato il 31-1-2008
su <<Il Baianese>>, periodico
d'informazione del Baianese. (Vedi sezione
di questo sito) |