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Un'occasione ghiotta per i fannulloni.
Era Ministro della Pubblica Istruzione
Luigi
Berlinguer quando si decise di premiare
i
docenti più bravi con sei milioni di
lire,
attraverso un pubblico concorso. "Finalmente!"
pensai io. "Evviva la meritocrazia!"
Io che avevo dato l'anima alla scuola
ed
ero un maestro molto attivo e un instancabile
lavoratore. Sei milioni annui che avrebbero
ripagato i sacrifici e la professionalità
di tanti insegnanti che mettono l'interesse
degli alunni davanti a tutto! Ricordate
come
andò a finire? Ci fu una rivolta popolare
all'interno della scuola contro il
decreto
del Ministro, con l'adesione di tutte
le
organizzazioni sindacali! Neppure la
presa
della Bastiglia ha visto una tale partecipazione
di popolo! Dalle Alpi alla Sicilia
ci fu
un coro unanime di proteste. Nessuno
voleva
i sei milioni? Tutt'altro! Certamente
tutti
avrebbero voluto incassare quei bei
soldoni!
<<Siamo tutti uguali! Non ci
sono docenti
di serie "A" e docenti di
serie
"B"! Chi selezionerà i docenti
meritevoli?>>, si andava gridando
durante
le manifestazioni!
Nello stesso tempo molti docenti notoriamente
fannulloni cominciarono a "frusciarsi"
intorno ai dirigenti scolastici; cominciarono
a farsi vedere più attivi; cominciarono
a
"prepararsi il terreno" per
organizzare
"l'assalto alla diligenza"!
Comionciarono
- come si suol dire - a "leccare"!
Sotto la spinta popolare, un vero tsunami,
il ministro (di sinistra) ritirò il
decreto
e non se ne fece più nulla del concorsone!
Dopo una decina di anni, il Ministro
Gelmini,
di centro destra, per lenire le ferite
che
sta infliggendo alla scuola italiana
e la
perdita di posti di lavoro, ripropone
di
nuovo la meritocrazia! Aumentando il
prezzo.
Qesta volta saranno assegnati ai meritevoli
settemila euro! Naturalmente riemerge
lo
stesso quesito. <<Chi selezionerà
il
professore bravo? E in che modo?>>
In un paese dove tutto si basa sul
rapporto
clientelare, sul "do ut des!"
-
consentitemi sospettare - sarà molto
semplice
per un capo di istituto che condivide
tali
meccanismi scegliere i docenti "amici"
, anche se non meritevoli, ai quali
"regalare"
questi soldi in cambio di futuri favori,
sottomettendoli così alla sua autorità.
Balzeranno
fuori come rane dallo stagno docenti
pronti
a dividersi il malloppo con quei dirigenti
che non si lasceranno sfuggire l'occasione
per arricchire il proprio conto in
banca!
Io che ho sempre lottato per far trionfare
la meritocrazia, questa volta mi unisco
al
coro dei dissenzienti ed a voce alta
grido:
"Aumentate gli stipendi a tutti
i docenti!
Uniformateli a quelli europei, che
sono di
gran lunga superiori! Garantite ai
giovani
il futuro nella scuola!"
Il testo è stato pubblicato su <<Il
Baianese>>, periodico d'informazione
del Baianese.
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