|
Avellino: 9 Settembre 1975.
Caro Schiavi,
come va la vita a Roma? Spero bene
per te
e per gli amici della 3ª Compagnia
del CUSDIFE. Per me le cose vanno a gonfie
vele. Al Distretto di Avellino siamo appena
una quindicina di soldati, in questi giorni;
più in là saremo tutt'al più una ventina
o una trentina. Essendo in pochi, si mangia
abbastanza bene. La camerata è formata da
sei stanzette con sei brandine in ognuna.
E le brandine non sono tutte occupate. Nella
mia, per esempio, ce ne sono tre vuote. Essendo
in pochi, però, si fanno più servizi. Due
volte la settimana bisogna pulire la stanzetta
dove dormiamo; una volta la settimana il
corridoio e le scale; ogni giorno bisogna
pulire l'ufficio; ogni giorno, poi, io devo
pulire il corridoio antistante l'ufficio
e il gabinetto. Si fanno 2 guardie ogni settimana,
per il momento, con una domenica ed un sabato
al mese. Sembra molto; invece sono tutti
servizi che si fanno in poco tempo e con
poca fatica.
La stessa guardia è diversa da quella che
facevo a Roma. Qui quando si è di guardia,
bisogna stare alla porta centrale e lì ricevere
le persone che devono recarsi nei vari uffici;
bisogna registrare i passi e ritirare un
documento di riconoscimento. Poi bisogna
aprire e chiudere il portone, quando devono
entrare ad uscire le macchine. E questo fino
alle 14.00. Dopo si fa a turno fino al mattino
successivo senza fare niente, perché di pomeriggio
il Distretto è chiuso. Ogni tanto viene qualche
superiore e bisogna aprire il portone. Non
si monta nella garitta né si mettono gli
anfibi.
Siccome io sto frequentando i corsi
abilitanti,
ho il permesso di uscire dal Distretto
alle
14.00. Vado, allora, a casa con un
capitano
che passa per il mio paese. Alle 14.20
sto
a casa. Alle 16.00 ritorno ad Avellino
per
frequentare i corsi fino alle 20.00,
dopo
di che torno di nuovo a casa per cenare
e
per fare una bella passeggiata per
il paese.
Alle 22.20 prendo il pulman e ritorno
al
Distretto, dove non c'è un orario preciso
per la ritirata né per la sveglia.
Al mattino
ci alziamo dopo le 7.30, perché la
giornata
lavorativa inizia alle 8.00.
Per il momento dormo al Distretto; più in
là cercherò di avere il pernottamento a casa.
La cosa più antipatica sai qual è? A Baiano
molte persone mi criticano, perché affermano
che io mi trovo al Distretto Militare di
Avellno grazie alla raccomandazione di De
Mita o della DC. Nessuno (dico nessuno) nemmeno
gli amici vogliono credermi che non ho chiesto
né avuto nessuna raccomandazione per questo
avvicinamento.
Addirittura un caro amico, giorni fa,
mi
disse queste testuali parole: "Non
posso
credere alle tue affermazioni, alle
tue giustifiche;
non credo che ti trovi ad Avellino
senza
raccomandazione, nemmeno se me lo giuri
sulle
cose più care!"
Capisci cosa significa questo? Essere giudicato
leccapiedi, raccomandato, protetto dal partito!
Mi fa tanta rabbia essere accusato ingiustamente
e non essere creduto, quando adduco tutte
le valide argomentazioni per spiegare come
e perché sono stato trasferito al Distretto
Militare della mia provincia. Niente: non
c'è giustifica che tenga. Per la gente sono
un raccomandato e un leccapiedi, e basta!!!
"Cosa importa se ti accusano ingiustamente,
se tu hai la coscienza pulita?" potresti
chiederti. Giusto! Però per un uomo che è
impegnato politicamente come lo sono io;
per un uomo che sale sul palco e parla di
moralità, di rettitudine, di onestà, di impegno,
che combatte le raccomandazioni e i leccapiedi,
essere accusato di aver commesso lo stesso
peccato, significa perdere la stima di quelle
persone che un giorno devono recarsi nei
seggi elettorali. E questo certamente non
fa bene!
Questa è la vita, caro Schiavi, e bisogna
saperla affrontare se non si vuole soccombere.
Chi sa lottare con impegno, con volontà e
con capacità può stare tranquillo, può risolvere
i propri problemi, superando tutte le difficoltà
che incontra!
Non ho altro da raccontarti. Chiudo
questa
lettera con l'augurio di una buona
fortuna
per te e per me e con la speranza di
ricevere
tue notizie al più presto.
|