|
(A.S. 2000)
Mai sono stato davanti al televisore
per
molte ore per seguire una trasmissione,
se
non in occasione delle olimpiadi o
dei mondiali
di calcio. Una sola volta soltanto
rimasi
letteralmente incollato allo schermo,
quando
il povero Alfredino cadde nel pozzo
maledetto
di Vermicino e nessuno riuscì a tiralo
fuori
vivo, sebbene ci fosse il vecchio Presidente
Sandro Pertini lì ad aspettare con
le lacrime
agli occhi e con la fierezza del partigiano.
In questi giorni sto di nuovo dedicando
molte
ore del mio tempo alla televisione.
Sto seguendo
con grande emozione il "Giubileo
dei
giovani", voluto da Sua Santità
il papa.
Grazie alla sua straordinaria personalità,
al fascino che emana l'espressione
del suo
viso, al filtro magico che sprigionano
i
suoi occhi socchiusi, Giovanni Paolo
secondo
ha portato a Roma milioni di giovani
provenienti
da ogni angolo del pianeta, pronti
a sopportare
in nome della loro fede ogni sacrificio
pur
di incontrare questo grande uomo, uno
dei
più grandi della storia, e sentire
la sua
parola, il Verbo di Cristo.
Quando ho visto Piazza San Pietro gremita
fino all'inverosimile, mi è tornato
alla
mente il giubileo del 1975.
Ero militare a Roma ed il 13 Agosto
di quell'Anno
Santo mi tuffai in un fiume di gente
ed ascoltai
papa Paolo VI.
Fu un'esperienza straordinaria, unica.
La
stessa sera, seduto su una panchina
in mezzo
al colonnato del Bernini, affidai le
mie
emozioni ad una lettera che scrissi
ad un
amico, ora alla corte del Signore.
Mi fa veramente piacere che anche altri
possano
leggere quel documento che ho rispolverato
dal mio epistolario. Perciò lo affido
a Baianonline,
affinchè possa viaggiare liberamente
sulla
rete Internet, con la mia poesia "C'è
ancora una chiesa", scritta nel
1980,
in memoria di Vittorio Bachelet, ucciso
dalle
"Brigate Rosse".
(La lettera all'amico Stefano Scotto
può
essere letta nel mio <Epistolario>
di questo sito) |