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10 Agosto 2007
Caro Carmine, t'invio il seguente articolo,
se deciderai di publicarlo ti prego di fare
le necessarie correzioni.
Saluti ANDREA
(Pubblico l'articolo per il momento senza
correzioni.)
LETTERA DI FRANCESCHIELLO (FRANCESCO SECONDO
di BORBONE; re delle DUE SICILIE) a PEPPINIELLO
( GIUSEPPE GARIBALDI; eroe dei due mondi).
In occasione dei festeggiamenti del bicentenario
della nascita di PEPPINIELLO.
Caro Peppino;
ti scrivo questa lettera, perche' in verita'
pensavo di incontrarti in Paradiso, dove
io risiedo da piu' di cent'anni, ma fino
ad ora non ti ho visto, ho domandato di te,
ma mi hanno detto che sei occupato con le
tue donne e poi Papa Pio IX non ne vuole
sapere proprio di dividere il Paradiso con
te, ti serba ancora rancore per i tuoi continui
tentativi di marciare su Roma, e ti considera
l'artefice principale della perdita dei territori
papali. Qualcuno mi ha detto che sei in giro
per il Purgatorio o l'Inferno cercando personaggi
come; Carlo Alberto, Vittorio Emanuele II,
il conte Cavour e i vari dittatori Sudamericani
i quali ancora devono dare i soldi che ti
promisero per le tue avventure e scorribande.
Stamattina ero in veranda con Maria Sofia,
mia moglie, gustando un buon caffe' napoletano
quando mi sono arrivati i giornali( sai anche
in paradiso la posta arriva con ritardo)
sui quali leggo le notizie dei festeggiamenti
in tuo onore, a distanza di duecento anni
dalla tua nascita; addirittura gli Americani
ti hanno dedicato un francobollo, veramente
non mi risulta che hai combattuto qualche
guerra per la bandiera a stelle e striscie,
so' che facevi candele con Meucci, ma so
che gli Americani onorano tutti con i francobolli
per la gioia dei collezionisti filatelici,
e va bene.
Noi ricordo se ci siamo incontrati, e colgo
questa occasione per inviarti i miei auguri
e di fare una chiacchierata aperta con te.
Anche se penso che tutti gli onori che hai
ricevuto sono un poco esagerati, io ti stimo
molto, sei stato un genio militare, abile
condottiero, un grande avventuriero, ma non
sono d'accordo con gli storici che ti hanno
dato il titolo di padre della patria, fondatore
d'Italia etc..... perche' in fondo a te l'Italia
non te ne fregava niente, tu stavi facendo
il tuo lavoro su commissione dei Sabaudi
ed aiutato da altre potenze straniere le
quali avevano interesse a liquidare finalmente
i Borboni, che diciamo la verita' erano la
stirpe piu' potente dell'Europa. Quando a
Caianello consegnasti il Meridione al tuo
datore di lavoro; Vittorio Emanuele II lo
hai fatto, se ben ricordi di malavoglia,
dopo molti dubbi ed esitazioni e costatando
lo sbaglio fatto, realizzasti che non avevi
altra scelta e abbandonando i consigli di
Mazzini ti lavasti le mani e gli consegnasti
il Sud Italia.
In verita' sono un po'geloso per tutti questi
onori per te' a distanza di tanti anni, perche'
in fondo in fondo nella tua vita io ho avuto
un ruolo breve ma importante, ricordato dagli
storici sempre in un modo denigrativo.
Ora tu mi domandi che ci faccio in Paradiso,
e cerchero' di spiegartelo, vedi qui' e'
l'unico posto dove le colpe dei padri non
cadono sui figli, io sono stato giudicato
dai posteri in base alla brutta nomina del
mio genitore; Ferdinando II detto Re Bomba,
il quale debbo dire la verita' esagero' sopprimendo
nel sangue e con le bombe i republicani Napoletani
e i rivoluzionari Siciliani. Alla sua morte
mi chiamarono a fare il Re, in verita' io
non ero preparato, avevo 24 anni, senza esperienza
e ti dico la verita' con tutti quei moti
rivoluzionari in giro non sapevo proprio
cosa fare, i posteri diranno che ero debole,
incosciente, vanitoso e pacioccone.
Ed ecco che arrivasti tu, su un bel cavallo
bianco, sbarcasti in Sicilia protetto dalla
flotta inglese, con i tuoi 1005 e incominciasti
la tua marcia trionfale, si' ci furono delle
scaramucce con quello che mi era rimasto
del mio esercito, perche' la maggior parte
dei miei generali si erano venduti ai Sabaudi,
lasciando le truppe senza comando ed in seguito
vista la mala parata i miei soldati preferirono
disertare ed unirsi a te'. si parla dei famosi
" picciotti" che ti diedero una
mano; tutti sapevano a quei tempi ed anche
oggi a quale organizzazione criminale appartenevano
i famigerati" picciotti" No comment.
La tua marcia trionfale ti porto' verso Napoli
senza colpo ferire, perche' il popolo fu
affascinato dalla tua persona e ti segui',
io abbandonato da tutti non ebbi altra scelta;
lasciai Napoli, senza essere cacciato via,
per risparmiare altri spargimenti di sangue
ed evitare che le bombe distruggessero la
mia amata capitale: Napoli. Preferii lasciare
e rifugiarmi a Gaeta per cercare di salvare
il mio regno.
Nota bene , che quando lasciai Napoli tutto
il tesoro dello stato ed le mie ricchezze
rimasero a Napoli, mia moglie lascio' tutto
il suo guardaroba ed i suoi gioielli, partii
solamente con il minimo necessario. Ricordo
la mia delusione nel vedere che le altri
navi della mia flotta non mi seguirono, perche'
i loro comandanti si erano venduti ai Sabaudi,
ma nello stesso tempo i miei occhi si riempirono
di lacrime nel vedere gli indignati marinai
delle stesse navi che si buttavano a mare,
non essendo d'accordo con i loro comandanti,
e per non essere coinvolti nella vergogna
del tradimento. In seguito gli stessi marinai
mi raggiunsero a Gaeta con mezzi di fortuna.
Lasciando i miei sudditi e presagendo il
loro triste futuro pronunciai: Voi vi sognate
l'Italia, ma arrivera' un giorno che non
avrete nemmeno gli occhi per piangere.
L'assedio a Gaeta duro' quasi cinque mesi
dei quali poco si e' parlato, sotto bombardamenti
giornalieri,dovetti capitolare, a corto di
viveri e munizioni ed anche tradito dai miei
amici Francesi, che ritirarono la loro flotta,
i miei soldati combatterono con coraggio,
nonostante tradimenti interni, attaccati
da bande rivoluzionarie e eserciti stranieri
si difesero strenuamente Nessuno domo' la
loro bravura, nessuno stronco' la loro tenacia
e fedelissimi al loro giuramento di fedelta'
al Re respinsero continuamente un nemico
che disponeva di tutte le risorse. Durante
quei cinque mesi diventai un uomo smentendo
i miei critici, dimostrando ai miei nemici
il mio valore e la mia tenacia di riuscire
a mantenere un regno che stavo perdendo.
Non passo' nemmeno un anno dalla mia caduta
che i Meridionali si ribellarono contro i
Piemontesi, con le conseguenze di una pulizia
etnica da parte dei Sabaudi.
La confusione creata dai nuovi conquistatori
con le loro promesse di rinnovamento e riforme
fatte e non fatte porto' ad una ribellione
del Sud che ritenendo queste nuove riforme
non conformi alle tradizioni locali ed all'insistenza
del nuovo governo di trattare il Sud come
una Colonia, incominciarono ad osteggiare
e creare disordini che durarono molti anni
con tribolazioni e problemi per il Sud che
ancora oggi non sono stati risolti.
Alla fine del 1862, una relazione alla Camera
di Torino sulla situazione del ex regno delle
Due Sicilie dava i seguenti dati: 20.000
fucilati, 2000 imprigionati, 1500 uccisi
in combattimento, 20.000 Meridionali emigrati
all'estero per sfuggire alle repressioni
Sabaudiche, e questi dati furono dati dai
stessi Piemontesi, figuriamoci i veri dat!!!!.
E' che dire degl 1863!!! 6.000 condannati
a morte, 60 paesi rasi al suolo un milione
di morti causati dalla repressione, circa
100.000 persone costrette a lasciare la loro
terra e rilocate forzatamente in altre regioni
d'Italia, tutto con la scusa di estirpare
il fenomeno del Brigantaggio nel Meridione.
E per ultimo; la strage piu' efferrata dei
circa 30.000 Meridionali; soldati ed ufficiali
della mia Guardia Regia, che si rifiutarono
di prestare giuramento al nuovo re Sabaudo
e furono deportati nelle zone montagnose
del Nord Italia e lasciati a morire di freddo
e di fame nei vari lager, uno dei piu' noti
lager fu quello di Fenestrelle, dove misero
tutti insieme, assassini, briganti, sacerdoti
giovani, vecchi, soldati, ufficiali e lasciati
a morire come cani e non essendoci ancora
i forni crematori i loro corpi furono disciolti
nella calce viva.
Tu continuasti le tue avventure e scorribande,
ma certamenti eri a conoscenza di tali orrori,
essendo tornato nel Sud dove sull'Aspromonte
combattesti contro i Piemontesi che questa
volta ti avevano tradito e ti impedirono
di marciare su Roma, ma non mi risulta che
alzasti la voce o la spada a difesa dei Meridionali
e pertanto difensore dei deboli o degli sventurati
non lo sei mai stato.
Anche quando i Savoia ti tradirono mettendoti
i bastoni tra le ruote, se non sbaglio ti
incarcerarono tre volte; sull Aspromonte,
nel 1866 primo tentativo di liberare Roma,
ed ancora a monte Rotondo; secondo tentativo
su Roma, tu tacesti anzi dopo questi affronti
e tradimenti di nuovo offristi la tua spada
al servizio dei Savoia. Ed ancora ti fu offerta
una
altra occasione quando ti elessero al Parlamento,
di denunciare le malefatte dei Savoia a riguardo
del mio ex regno, ma tu preferisti ignorarle.
Per concludere caro Peppiniello ecco i miei
ultimi pensieri;
Ti chiamano liberatore, ma certamente per
i Meridionali non lo sei stato, per loro
sei stato un esecutore di repressioni ed
in seguito hai dato carta bianca ai Sabaudi
per opprimere un popolo, come vedi la tua
impresa non e' valsa niente, sulla carta
l'Italia e' unita, ma si sa' bene anche oggi
quando e' profondo il divario fra Nord e
Sud Italia.
Lasciando il Sud Italia il tuo esercito si
porto' via milioni e milioni in oro( circa
150 milioni) che arricchirono le casse dei
Sabaudi, un capitale che certamente non fu'
investito nel Meridione, ed ogni volta che
c'erano richieste dal Sud, prima Torino ed
oggi Roma gli dicono di arrangiarsi perche'
sono stanchi di aiutare i fannulloni!!!!
Non dico fesserie ad affermare che il Meridione
stava meglio sotto i Borboni che sotto il
governo dei Savoia, accenno solamente le
seguenti spiegazioni;
Emigrazione; durante il regno di mio padre
ed il mio breve regno non esisteva, anzi
nella prima ondata di partenze nelle Americhe
prima del 1860 gli emigrati erano formati
da Veneti, Piemontesi e Lombardi, in seguito,
all'inizio del dominio dei Savoia ci fu'
un esodo di Meridionali che preferirono emigrare,
e non mi dire che tutti erano nobili decaduti
o miei seguaci, perche' le statistiche diranno
che la maggioranza erano contadini ed artigiani.
Industrie; durante il regno dei Borboni il
Meridione era la fonte principale agricola
, fornivamo tutta l'Europa con i nostri prodotti.
Era ricco di sale, zolfo, ceramiche, un industria
tessile che poi ci fu trafugata dal Nord,
legname in abbondanza, un patrimonio culturale
ed artistico tra i primi d'Europa. Una Marina
mercantile che era tra le prime del mondo.etc...
Ai miei tempi c'erano i Conti, Baroni, Duchi
e Marchesi che facevano il brutto ed il bello
oggi ci sono i Senatori, i Deputati ed i
funzionari dei vari governi regionali che
fanno lo stesso, come vedi nulla e' cambiato
in fatto di corruzioni.
Sono sicuro che oggi i Meridionali ti inviterebbero
a prendere una vacanza da loro per vedere
le conseguenze delle tue conquiste ; strade
che sembrano degli enormi parcheggi, immondizia
che sta sommergendo la mia amata capitale;
Napoli, criminalita' organizzata ed improvvisata,
un sistema ferroviario che e' tornato indietro
come agli inizi della Napoli-Portici, un
mare che da azzurro e' diventato marrone,
il verde che scompare sotto il fuoco alimentato
dalla speculazione edilizia, una babilonia
di gente straniera, idiomi locali che stanno
scomparendo, aria irrespirabile, e principalmente
la rabbia dei giovani di oggi, che dopo molti
anni di sacrifici per prendere una "scartoffia"
diploma o laurea, debbono, dopo lunghi anni
di aspettativa, pagare per un impiego o una
sistemazione che gli consenta di vivere.
Termino questa mia lettera salutandoti e
ricordantodi la famosa frase dei Savoia detta
molti anni prima dell'unione; " L Italia?
e' come un carciofo che ci mangeremo una
foglia alla volta."
Franceschiello
Autore: ANDREA BELLOISI, USA 2007 |