Figli illustri di Baiano
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Domenico Geremia Foglia
(1826 - 1917)
Primo Sindaco di Baiano, dopo l'unità d'Italia


Un ardente patriota, fin dai primi anni della sua giovinezza ebbe in odio la dinastia borbonica. Il 15 maggio 1848 assieme a suo fratello Saverio, con patriottico slancio, fu tra i primi rivoluzionari a difendere le barricate napoletane, azione che rivendicò le prime rivendicazioni popolari delle guarantigie costituzionali nel regno delle due sicilie.
Nel 1853, arrestato perchè corrispondente di Mazzini, venne sottoposto a vigilanza speciale dalla polizia borbonica.
Con l'unificazione del Regno d'Italia nel 1861 fu il primo sindaco di Baiano. Notaio dal 1867 a Sirignano ed a Baiano, fu sempre dedito ai doveri del suo ufficio con zelo, abnegazione e rettitudine ed all'amore per la famiglia.
Luogotenente della Guardia Nazionale fu "regio giudice" nel 1872, carica che coprì fino al 1896. Fu fregiato della medaglia commemorativa per l'indipendenza d'Italia per la campagna 1860-61 e pensionato quale superstite di tale guerra.
Amico di Francesco de Sanctis, governatore di Avellino ed in seguito Ministro della Pubblica Istruzione, fu invitato da ques'ultimo a far parte del suo staff come segretario particolare. Finito il suo mandato tornò al suo paese come semplice notaio e fedele al monito eroico di non cercare ricompense oltre la coscienza del compito assolto; rifiutò onori e privilegi e come perseguitato politico fu ricompensato con la croce di cavaliere d'Italia.
All'età di 91 anni Domenico Geremia Foglia, onore di Baiano, testimonianza di un'epoca eroica, terminò la sua vita terrena.
Il comune di Baiano per riconoscenza l'onorò con una nicchia al Cimitero con una lapide di marmo, sulla quale ancora oggi si può leggere la seguente dedica:
"Domenico Geremia Foglia 26 novembre 1826 - 16 aprile 1917
rivendicò sulle barricate napoletane del 15 maggio 1848, contro l'insidia borbonica, le prime guarantigie costituzionali. Nel carcere, nella persecuzione, nel gabinetto del Ministro, negli uffici civili della rinnovata Italia visse con la stessa fiamma, la stessa fede: dio, patria e famiglia, nulla chiedendo per l'offerta completa della sua anima dolce.
Il municipio di Baiano riconoscente pose."

(Notizie attinte dagli archivio di casa Foglia del Gen. Silvino Foglia ed adattate da Andrea Belloisi per il suo manoscritto "Cinque secoli del casato Belloisi anno 2000")

Dal libretto di Silvino Foglia <<In ricordo del Patriota Domenico Geremia Foglia>>, Editrice "L'Arca", Maggio 2011.

Il percorso di vita

Domenico Geremia Foglia nacque a Baiano il 26 novembre 1826 e fin dai primi anni della sua giovinezza ebbe in odio la dinastia borbonica, seguendo così l'impulso della sua anima e dei sentimenti ereditati dal padre.
Questo odio, che egli ben palesava e che gli fu compagno di vita, lo spinse il 15 maggio 1848, assieme al fratello Saverio, farmacista di Napoli, ed al cognato Silvino Maria Spadetta, ad essere tra i primi a difendere con patriottico slancio le barricate, azione che segnò la prima rivendicazione popolare delle Guarentigie costituzionali nel Regno del Due Sicilie.
Nel 1853, arrestato perché corrispondente di Giuseppe Mazzini, venne sottoposto al regime della vigilanza speciale da parte della Polizia borbonica.
Partecipò alla "Spedizione dei Mille" ed una volta costituitosi il Regno d'Italia, fu il primo sindaco di Baiano con decreto, datato 28 agosto 1861, del re d'Italia Vittorio Emanuele I1, a firma del Generale Cialdini.
Notaio dal 14 luglio 1867 fino al termine della sua vita, fu sempre dedito con zelo, abnegazione e rettitudine, in questi 50 anni di attività, ai doveri del suo ufficio ed all'amore della famiglia che adorava moltissimo.
Dal 19 giugno 1865 fu Luogotenente della Guardia Nazionale e rivestì la carica di Regio Giudice dal 1872 al 1896.
Compagno ed amico di Francesco De Sanctis, primo Governatore di Avellino e poi Ministro della Pubblica Istruzione a Napoli e a Torino, ne fu il suo segretario particolare.
L'On. Prof. Vincenzo Boccieri nella sua narrazione dal titolo "De Sanctis inedito", recitata il 21 gennaio 1905 nel Teatro Comunale di Avellino, descrive con ampi e dettagliati particolari i rapporti di lavoro intercorsi all'inizio della fortuna politica tra il grande ed illustre irpino, Francesco De Sanctis, e l'umile; onesto, fidato, suo segretario, Domenico Geremia Foglia, nelle città di Avellino, Napoli e Torino.
Al riguardo alcuni episodi, di seguito narrati, documentano il rapporto di stima e soprattutto di fiducia reciproca intercorsa nel susseguirsi degli anni tra i due uomini.
Durante il Governatorato di Avellino, mentre il De Sanctis dormiva nel Palazzo della Prefettura, si presentò a Domenico Geremia Foglia un giovane sconosciuto, il quale chiese di vedere il fratello, (lu fratiello). Infatti era uno dei fratelli del De Sanctis.
Introdotto nella camera da letto dell'illustre germano, venne accolto amorevolmente ed alla richiesta dei motivi della sua presenza, rispose: "A Capua si combatte ed io voglio andarvi!"
Allora il Prof. De Sanctis chiese a Domenico Geremia Foglia di presentarlo a Vincenzo Carbonelli, celebre patriota, preposto all'arruolamento, il quale subito lo prese tra i suoi garibaldini.
Quando quest'ultimo domandò quale grado dovesse dargli all'atto della partenza, il Governatore gli
rispose: "Semplice soldato". Francesco De Sanctis il giorno dopo, a pranzo, fece sedere a tavola accanto
a lui il fratello, che aveva riveduto con grande gioia, e lo presentò a tutti i commensali, notabili della città di Avellino.
Il 27 settembre 1860 Giuseppe Garibaldi nominò, da Caserta, Francesco De Sanctis Ministro della Pub-
Blica Istruzione, che andò ad abita re, insieme al suo carissimo Foglia, presso il cugino Giovannino De Sanctis, alle Chianche della Carità.
Racconta Geremia Foglia che Francesco De Sanctis a Napoli, in una sera sul finire di quell'anno, nella predetta modesta abitazione si presentò, in incognito, un personaggio dallo sguardo severo, dall'aspetto austero, dagli occhi profondi e pensosi, dal volto taciturno, incorniciato da una folta e corta barba, il quale chiese del De Sanctis. Una volta giunto al suo cospetto si chiuse insieme a lui in una camera appartata e con lui stette a colloquio per più di un'ora, senza che nulla mai trapelasse del loro abboccamento.
Quello sconosciuto, le cui gesta impressero un'orma indelebile e profonda nella storia del nostro Risorgimento, era Giuseppe Mazzini.
Ai princìpi del nuovo Regno d'Italia, Francesco De Sanctis, nominatoMinistro della Pubblica Istruzione, andò ad abitare a Torino, insieme a Domenico Geremia Foglia, in uno sfarzoso appartamento al secondo piano di via San Lazzaro n.26.
Un giorno si presentò uno dei superstiti dell'infelice famiglia Rotondi, i cui componenti furono massacrati e le loro case saccheggiate nella reazione di Torre le Nocelle, un paese della provincia di Avellino, scoppiata nei primi giorni del settembre 1860.
E Francesco De Sanctis, commosso al pietoso ricordo della fine miseranda di quei patrioti, chiese a Domenico Geremia Foglia di presentare, in nome suo, quel disgraziato Rotondi al Primo Ministro che era Camillo Benso Conte di Cavour.
E Cavour accolse affabilmente quei due, li ascoltò benigno, si dolse che la petizione a lui rivolta fosse scritta in elegante cartoncino a disegni, mentre sarebbe bastato redigerla su di una carta comune, li complimentò con molte cortesie e dopo due giorni nominò Rotondi Ufficiale della Dogana a Salerno.
Domenico Geremia Foglia tornò a Baiano semplice notaio, fedele al monito eroico di non cercare mai la ricompensa oltre la coscienza del compito assolto. Autorizzato a fregiarsi della medaglia commemorativa per la campagna 1860/1861, venne pensionato quale superstite della guerre per l'Indipendenza d'Italia e venne nominato Cavaliere della Corona d'Italia per le sue benemerenze.
11 16 aprile 1917, a 91 anni, Domenico Geremia Foglia, onore di queste contrade e testimonianza vivente di un'epoca eroica, terminava la sua vita terrena.
L'amministrazione comunale di quell'epoca offrì, a sue spese, un loculo nella cappella principale del cimitero di Baiano, a titolo di gratitudine per raccogliere i resti mortali dell'insigne cittadino, con la seguente dizione sul marmo:
Domenico Geremia Foglia
26 novembre 1826 - 16 aprile 1917
Rivendicò sulle barricate napoletane del 15 maggio 1848
contro l'insidia borbonica
le prime Guarentigie costituzionali.
Nel carcere, nella persecuzione, nel Gabinetto del Ministro,
negli uffici civili della rinnovata Italia,
visse con la stessa fiamma, la stessa fede:
DIO PATRIA FAMIGLIA.
Nulla chiedendo per l'offerta completa
della sua anima dolce.