Figli illustri di Baiano

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Antonio Petrillo
(Giornalista e tifoso dell'Avellino)

Antonio Petrillo, scomparso il 4-2-1998.
A dieci anni dalla sua morte il ricordo di Antonio è sempre vivo nei cuori dei Baianesi, perché i suoi pochi 27 anni sono bastati a lasciare un ricordo indelebile del suo passaggio che non è stato certamente una meteora. <<Una vita breve, brevissima, ma intensamente vissuta, "nutrita" dalle passioni per lo sport e per il giornalismo e "alimentata" dal senso dell'amicizia e della humanitas>> è stato scritto sulla locandina funebre.
Antonio Petrillo inizia a scivere all'età di 12 anni su "La Voce della Bassa Irpinia e dell'Agro Nolano". Dopo il conseguimento del diploma presso il liceo classico Pietro Colletta di Avellino, entra a far parte del pool giornalistico di Telebaiano; successivamente diventa corrispondente del "Giornale di Napoli"; quindi, durante la presidenza di Ermanno Corsi, viene iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Campania; frequenta a Roma uno specifico corso di giornalismo sportivo curato e coordinato da Italo Cucci; viene nominato direttore di Radio Avella International; fa parte della redazione di Videonola; diventa uno dei pilastri dei "New Bush", espressione pacifica del tifo organizzato dell'Avellino calcio. Contemporaneamente frequenta la facoltà di Giurisprudenza.
<< Chi è Antonio Petrillo? >>, ho chiesto a Luca Pagano, suo fraterno amico.
<< Antonio Petrillo è l'amico ideale che tutti vorrebbero avere, perché era leale, onesto, sempre presente, colto, disponibile per qualsiasi tipo di conversazione. Bastava uno sguardo, un comportamento per esserci di esempio! Con lui non si parlava solo dell'Avellino e del calcio; si spaziava su tantissimi argomenti. >>
<< Qual è il ricordo più bello che tu hai di lui? >>
<< Tanti sono i ricordi belli! A partire dalle vacanze passate insieme: montare una tenda, cucinare pur senza saperlo fare, arrangiarsi lontani dalla famiglia. E poi le trasferte con l'Avellino, la passione più pura per il calcio... >>
<< E sugli spalti, quando seguiva la squadra del cuore? >>
<< Aveva negli occhi una luce particolare. Era preso da una grande passione, dal cuore. E seguiva dalla curva l'Avellino anche con l'attenzione del giornalista, con un occhio critico e professionale, sapendo che aspirava fortemente a diventare un giorno un giornalista sportivo. >>
<< Quale messaggio può venire dal ricordo di Antonio? >>
<< Un messaggio attualissimo: quello dell'amicizia e dell'aggregazione. In un mondo che va sempre più verso l'individualismo e la negazione del prossimo, per Antonio era importantissimo lo stare insieme, il vivere insieme, il dedicarsi agli altri, trasmettere le proprie passioni. Il messaggio continua ad essere presente in ognuno di noi, tanto è vero che a 10 anni dalla scomparsa nessuno si è dimenticato di lui, della sua figura. Pure quelli che non lo conoscevano, grazie ai nostri racconti, alle foto, alle iniziative sociali che si portano avanti, alla settimana sportiva che si organizza a sua memoria nel campetto della villa, sanno chi è Antonio Petrillo. Antonio non è andato via, perché se dopo 10 anni stiamo ancora a parlare di lui, se ancora dà la possibilità di creare momenti di aggregazione nella vita del paese, tra giovani e meno giovani, vuol dire che il suo passaggio non è stato vano su questa terra. >>

Una vita tra calcio e redazione
di Massimiliano Santosuosso

Antonio Petrillo ci ha lasciati il 4 febbraio del 1998, all'età di 27 anni. Portatore sano... di una vera e propria "malattia" per il giornalismo (in particolare quello sportivo) ha iniziato a "scrivere" all'età di 12 anni su "La Voce della Bassa Irpinia e dell'Agro Nolano". Dopo essersi brillantemente diplomato al liceo classico "Pietro Colletta" di Avellino entrò a far parte a tempo pieno del pool giornalistico di Telebaiano. Nel giro di pochi anni, iniziò a condurre i Tg, nonché diversi programmi settimanali di cultura e di sport da lui stesso ideati. Archiviata la proficua esperienza televisiva con Telebaiano, il " Giornale di Napoli" gli offrì l'opportunità di diventare suo corrispondente, in servizio permanente effettivo e con tanto di posto in redazione. La sua attività, obiettiva e sempre sincera, gli fece presto conseguire, su decisione del Consiglio regionale dell'Ordine dei Giornalisti della Campania, presieduta da Ermanno Corsi, l'iscrizione all'Albo dei giornalisti. Decise di seguire, con ottimi risultati, uno specifico corso di giornalismo sportivo, curato e coordinato a Roma, da Italo Cucci. Col giornalismo coniugava buone doti di organizzazione, tanto da essere nominato direttore di Radio Avella International. Attivo anche il suo impegno con " I New Bush", espressione tra le più pacifiche e civili del tifo organizzato avellinese. Conciliava questi diversi impegni, frequentando la facoltà di Giurisprudenza. E' stato altresì impegnato anche nella redazione di Videonola, dei cui notiziari era valido e stimato conduttore. La morte, lo ha colpito nel pieno della sua attività e maturità professionale. La sua dipartita ha destato enorme commozione nell'ambiente giornalistico campano. Con un "ciao Antonio" l'hanno salutato i tanti manifesti listati a lutto, Videonola ha interrotto i programmi per alcuni giorni. Molte testate, a carattere anche nazionale, hanno dato spazio alla notizia della morte di Antonio. Ai funerali persino i giocatori dell'Avellino calcio si strinsero con commozione attorno alla famiglia guidata dal papà Mario. E una maglia della "sua" squadra del cuore, ha accompagnato Antonio nel suo ultimo viaggio. Tutta Baiano, ad un anno e mezzo dalla scomparsa del giovane e promettente giornalista, ha garantito la sua presenza questa mattina nella sala consiliare del Comune. Sarà un motivo in più per ricordare e commemorare la memoria di un ragazzo, ma soprattutto di un amico, che è volato al cielo lasciando di sé un chiaro e splendido ricordo.
Primo Concorso "La Penna d'oro"

Tre vincitori, 800 concorrenti e Antonio continua a vivere
Da "Il Mattino" del 6 giugno 1999

Ha riscosso un notevolissimo successo la prima edizione del concorso giornalistico "La penna d'oro" intitolato alla memoria del giovane giornalista Antonio Petrillo. Più di ottocento i partecipanti. Studenti delle elementari, medie e superiori, si sono dati battaglia a suon di...temi e disegni e alla fine, solo tre (uno per ogni categoria) sono riusciti a spuntarla. Alle premiazioni, che si terranno questa mattina con inizio alle ore 10.30 nella sala consiliare del Comune di Baiano, parteciperanno oltre alle varie autorità dei Comuni del Mandamento, anche centinaia e centinaia di studenti. Ma veniamo ai vincitori. Per le elementari si è aggiudicato il primo premio (lire 200 mila in danaro più una penna d'oro), Sabato De Vattimo, giovane alunno della 4^ B della Scuola Elementare Statale di Cimitile. Piazzamento d'onore e premio speciale, invece, per Carmine Gragnano, alunno della 5^ A del plesso scolastico di San Giovanni di Roccarainola. Per le scuole medie inferiori, invece, la borsa di studio ( lire 300 mila in danaro più penna d'oro) è andata alla studentessa baianese Luigia Pezzillo che frequenta la classe 3^ C della Scuola media "G.Parini" di Baiano. Premio speciale anche a Beniamina Montanaro. La giovane, anche lei di Baiano e dello stesso istituto della vincitrice, si è classificata con il proprio elaborato al secondo posto. Infine, per i premi riservati alle scuole medie superiori, l'ha spuntata Rossella Accetta. La giovane di Mugnano del Cardinale, frequenta il Liceo Classico "Giosuè Carducci" di Nola. A lei andrà la borsa di studio messa a disposizione dalla famiglia Petrillo del valore di lire 400 mila più una penna d'oro. Secondo posto, invece, per Lucia Rega. La giovane di Moschiano frequenta la 5^ H del liceo classico "Carducci" di Nola. Un premio speciale, molto particolare, verrà consegnato in mattinata, anche alla 5^ H della Scuola Elementare di Cicciano guidata dal prof. Carmine Montella ( originario di Baiano). Il professore, insieme ai suoi studenti, ha presentato per il concorso un cd-rom sul linguaggio multimediale. Un elaborato all'avanguardia che ha destato notevole curiosità e successo tra la giuria che ha deciso di ricompensarlo con un premio speciale. E una lode particolare va anche alla Commissione esaminatrice che nel corso delle ultime settimane ha dovuto lavorare davvero sodo per giudicare con imparzialità e professionalità gli elaborati arrivati numerosi. Un ringraziamento particolare, quindi, va fatto ai professori Enrico Stago, Michele Sorrentino, Domenico Napolitano, Francesco Maria Nappi ed Enzo Barone, che tanto si sono adoperati per garantire la massima trasparenza ad un concorso che per la prima edizione ha riscosso notevole successo. E un ringraziamento va anche ai "New Bush Antonio Petrillo", al Provveditorato agli studi della Provincia di Avellino, a "L'Incontro", circolo culturale di Baiano e all'emittente televisiva Et Campania che hanno collaborato attivamente insieme a "Il Mattino" affinché tutto procedesse per il verso giusto. Inutile a questo punto, e quasi superfluo, sottolineare la soddisfazione della famiglia di Antonio Petrillo che ha sempre creduto con forza nella buona riuscita del concorso. L'ennesima dimostrazione di affetto ad un giovane scomparso che ad un anno e mezzo dalla sua dipartita è ancora nel cuore di tutti.
L'amicizia e i ricordi

(di Gianpaolo Petrillo, fratello di Antonio)

Spesso di sera, in particolare nel periodo estivo, quasi involontariamente e senza un perché, gli occhi si posano sulle tante stelle che luccicano, più o meno timidamente, nel buio che ci sovrasta e ci avvolge tutti.
Ah! Che mirabile spettacolo è quello che si presta alla nostra vista, al levarsi di quel sipario che dischiude la notte e disvela le sue meraviglie!.
Sembra quasi che tanti spilli siano stati seminati nel firmamento per tener su quegli spazi tra i quali furtivamente si perde la nostra mente.
E' come un incanto al quale assistiamo impotenti e consapevoli dei suoi infingimenti, ben lieti, però, di esservi dolcemente immersi.
E altrettanto avviene, quando l'incerto chiarore aurorale si fa spazio tra le ombre della notte che si allontana.
Un sentimento di speranza, di rinnovata gioia cattura i nostri animi e ci predispone al giorno che avanza.
Eppure, tutto ciò, non avrebbe alcun senso, alcuna ragione d'essere se a viverlo fossimo soli con noi stessi, privi di un amico, col quale condividere quelle stesse emozioni.
Scriveva Cicerone:"Tutti sanno che la vita non è vita senza amicizia, se almeno, in parte, si vuole vivere da uomini liberi. (...) Allora è vero quanto ripeteva, se non erro, Architta di Taranto (...) "Se un uomo salisse in cielo e contemplasse la natura dell'universo e la bellezza degli astri, la meraviglia di tale visione non gli darebbe la gioia più intensa, come dovrebbe, ma quasi un dispiacere, perché non avrebbe nessuno a cui comunicarla". Così la natura non ama affatto l'isolamento e cerca sempre di appoggiarsi, per così dire, a un sostegno, che è tanto più dolce quanto più è caro l'amico" ( De amicitia).
L'amicizia, pertanto, è un dono prezioso del quale tutti gli uomini hanno bisogno se vogliono godere dell'armonia dell'universo, delle bellezze che lo compongono e della divina forza che lo anima.
E' un sentimento spontaneo che sorge tra due o più persone, le quali abbiano gli stessi interessi, le stesse passioni e una naturale propensione all'amore.
Non può essere un buon amico chi non è capace di amare, di comprendere le altrui necessità, di offrire la propria solidarietà, al di là di qualsiasi pregiudizio o interesse personale.
E la vera amicizia, la f???a dei greci, non si esaurisce nella s?µp??e?a, nella reciprocità degli affetti e nella mera condivisione dei sentimenti, che possono anche essere legati a pochi e fuggevoli momenti, ma si caratterizza per la sua durata nel tempo, per il fatto di sopravvivere alle vicissitudini e alle distanze spazio-temporali che spesso ci allontanano e ci conducono via.
Anzi, il tempo e la lontananza finiscono spesso per rendere più salde e significative le amicizie, anche quelle che credevamo di aver perdute.
A tal proposito tornano in mente i Promessi Sposi di A. Manzoni.
In particolare, il capitolo XXXIII, in cui Renzo ritornato nel suo paese natio, reso taciturno dalla peste, che ovunque aveva sparso miserie e lutti, incontra l'amico di un tempo.
"Renzo...! " disse quello, esclamando insieme ed interrogando, "Proprio" disse Renzo; e si corsero incontro. "Sei proprio tu!" disse l'amico, quando furono vicini: "oh che gusto ho di vederti! Chi l'avrebbe pensato?!" (...) E, dopo un'assenza di forse due anni, si trovarono ad un tratto molto più amici di quello che avessero mai saputo d'essere nel tempo che si vedevano quasi ogni giorno; perché all'uno e all'altro (...) erano toccate di quelle cose che fanno conoscere che balsamo sia all'animo la benevolenza; tanto quella che si sente, quanto quella che si trova negli altri".
Ed è proprio l'assenza, il senso di una presenza impercettibile ma immanente tra noi, che rende più forte il legame di amicizia che i New Bush continuano a nutrire nei confronti di Antonio.
La loro amicizia è come un fuoco sempre acceso che cova in sé le sue fiamme.
Un fuoco che visto da lontano ci appare muto, privo di calore e della forza di riscaldarci.
Ma poi basta un istante, un'occasione che ce lo avvicini, perché tutto sia diverso.
Improvvisamente, ne sentiamo la presenza, avvertiamo il suo tepore e le sue fiamme ci appaiono alte e robuste come mai avremmo creduto che potessero essere.
Un'amicizia sincera che il tempo ha rafforzato e arricchito di significati.
E allora così come le dune di un deserto, apparentemente immobili ed inviolabili, vengono continuamente rimodellate e messe in movimento dall'improvviso impeto del vento, i ricordi, cristallizzati e fermi in se stessi, prendono ad animarsi e ad intrecciarsi tra loro, sollecitati come sono dall'affetto che quei ragazzi continuano ad esprimere per il loro amico del cuore.
Sembra così vicino il giorno dell'inaugurazione della prima edizione del Memorial Antonio Petrillo, che quasi si avverte un senso di smarrimento e di repentino turbamento per gli anni che sono trascorsi e per le persone che nel frattempo ci hanno lasciati
Era il settembre del 1998, quando all'incerta luce del crepuscolo, tra il muto sventolio delle bandiere del gruppo e il volo di quaranta colombe bianche, per la prima volta veniva inaugurato il torneo.
E sovviene alla mente il silenzio che avvolgeva la piazza durante la celebrazione della Santa Messa.
Un silenzio discreto ma carico di significati, col quale ciascuno si stringeva ad Antonio e ai ricordi dei pochi momenti vissuti con lui.
Ritornano alla mente le due edizioni del concorso "La Penna d'oro", l'incredibile successo di partecipazione che esse riscossero e gli oltre mille elaborati che la commissione giudicatrice dovette pazientemente esaminare tra quelli inviati non solo dalle località irpine più lontane geograficamente(Guardia dei Lombardi, Montella, Calitri) ma anche da buona parte del vicino hinterland partenopeo (Nola, Cimatile, Cicciano, Comiziano).
E, poi, l'inaugurazione del nuovo impianto polifunzionale "Antonio Petrillo" e le prime partecipazioni delle rappresentative delle scuole calcio, provenienti dalla Sicilia, dalla Calabria, dal Lazio e dai capoluoghi delle più vicine province campane.
Si susseguono in rapida successione tanti ricordi, tanti particolari, che quasi come un fiume in piena rompono gli argini e rivendicano uno spazio che non può essere loro negato.
Riecheggia il vocio dei bambini festanti per l'arrivo della Befana dei New Bush.
Sembra di rivedere il loro disordinato accorrere verso il luogo della distribuzione delle calze.
E poi quasi per incanto ricompaiono le due splendide coreografie che la Curva Sud volle dedicare ad Antonio, nel febbraio del 2001 e in quello del 2003, in occasione delle partite di calcio che vedevano impegnata l'Avellino nei delicati incontri contro il Palermo e la Fermana Calcio.
Quindici stendardi, ciascuno alto tre metri, vennero collocati l'uno accanto all'altro per comporre la scritta "Antonio Petrillo" e al centro dell'anello superiore della Curva Sud venne esposto lo striscione "Il tempo non cancella il tuo ricordo".
E altrettanto emozionante, sembra di rivedere l'omaggio coreografico che la "Sud" propose contro i marchigiani.
In un mare di cartoncini bianchi e verdi, disposti in modo tale da dividere a spicchi la Curva (nella quale erano già stati esposti due striscioni "Sarà capitato anche a voi di avere un amico nel cuore" e "E' sempre qui con noi") riemerge una bandiera enorme, recante un'effige stilizzate del volto di Antonio.
Beh... quanto entusiasmo, quanto amore.
Alla realizzazione di quelle coreografie i ragazzi dei New Bush si dedicarono per giorni, sacrificandosi senza soste, anche nelle ore notturne immediatamente precedenti le due gare di calcio.
E tutto questo per Antonio, per un amico sfortunato che con loro aveva condiviso un'analoga ed incrollabile passione sportiva per l'Avellino Calcio.
Un sentimento fortissimo di fratellanza e di amicizia, che si è rafforzato negli anni, attraverso le tante trasferte vissute assieme al seguito della squadra del cuore, percorrendo migliaia e migliaia di chilometri su e giù per l'Italia.
Un legame quasi indissolubile che soprattutto nei momenti più difficili della vita di ogni giorno spinge molti ragazzi dei New Bush (ma non solo) ad invocare l'aiuto di Antonio.
E questo solo perché Antonio è stato e continuerà ad essere l'amico di sempre, un ragazzo che tutti indifferentemente hanno imparato ad apprezzare per le sue doti di umanità e di sincerità.
Ah... c'è un ricordo che bussa... prepotentemente alle porte del cuore.
E' la trasferta di Crotone dell'anno scorso.
Improvvisamente sembra di risentire i cori con quali i New Bush e gli amici più cari invocavano il nome di Antonio.
Sembrava quasi un'invocazione, un modo disperato per riportarlo in qualche modo in vita, per dargli la gioia di vivere la festa della promozione, alla quale lui avrebbe senz'altro preso parte.
Beh... sono tante e tali le testimonianze di amicizia che gonfiano il cuore e ne accelerano il battito che a volerle ricordare tutte si corre seriamente il rischio di dimenticarne qualcuna.
Tuttavia... c'è un ultimo messaggio che va riportato e che Antonio avrebbe ben volentieri sottoscritto per ringraziare i suoi amici: "L'amicizia è un bene prezioso che unisce i nostri cuori. Siate orgogliosi di appartenere ai New Bush. Ovunque andrete sarò sempre con voi..."
Antonio Petrillo e Aniello Scafuri: due giovani vite, un unico destino

(di Gianpaolo Petrillo)

Strana "cosa"... è la vita!
Ogni giorno ci affanniamo per "costruire" il nostro futuro; ci diamo tutti un gran da fare per vivere dignitosamente il nostro presente; vorremmo poter realizzare mille progetti...
Sembriamo come tante formiche che si muovono rapidamente da un punto all'altro, senza mete ben precise, ma tutte alla ricerca di qualcosa da raggranellare.
Quotidianamente affrontiamo le difficoltà, ci armiamo di tutto punto per assolvere i nostri impegni e faticosamente costituiamo l'ordito all'interno del quale si inserisce la "trama" della nostra esistenza.
E' un continuo intrecciarsi di situazioni e di eventi, un'alternarsi di gioie e di dolori, di emozioni e turbamenti.
Eppure quando meno ce l'aspettiamo, nel momento in cui crediamo di aver imboccato la strada giusta, così all'improvviso, in un attimo, in una manciata di secondi tutto...svanisce...tutto si arresta.
E' come se inopinatamente venissero meno i binari lungo i quali scorre il treno della nostra vita e qualcuno ci imponesse di scendere in fretta, perché il nostro tempo è trascorso ed altri devono prendere posto nella vettura che ci ha ospitati.
Strana "cosa"...è la vita!
Pensiamo di poter vivere serenamente la giovinezza, di avere un lungo percorso davanti a noi...tanto chi o che cosa potrebbe mai impedircelo...
Vorremmo conoscere il mondo, farlo nostro e renderlo nostro "schiavo"; vorremmo prendere un aereo salire sul tetto della terra e lì fermarci per contemplarne le sue bellezze.
Ci sentiamo come aquile che si librano nel cielo sereno e si immergono nelle sue immensità.
Pensiamo di essere forti, belli, immune da ogni male...ma poi un giorno..."scopriamo" di avere un po' di febbre.
"Beh...Antonio non ti preoccupare è solo un raffreddore...forse hai preso freddo".
Eppure il giorno dopo la "temperatura" inizia a salire...da 37 a 38, e allora ci viene un pensiero...ma no...non può essere ...ancora una volta...non può ritornare il male...abbiamo "fatto" i controlli a Milano, a Napoli...
Un brivido corre nella schiena di tutti...ma i medici ci rassicurano...sarà un'influenza...occorrerà fare degli accertamenti...non c'è nulla da temere.
Ma poi, si scopre che in realtà quella febbre così alta non è un'influenza, è qualcosa di più...di ben più serio; è un "mostro" che vive fra noi, che si alimenta con noi, che ci sottrae giorno per giorno un po' della sua vita...e cresce...cresce senza motivo.
E' come un sanguisuga che silenziosamente fa il suo "dovere"; essa fa un "salasso" della sua vita e spegne per sempre il suo sorriso.
Mamma e papà...vorrebbero fare qualcosa, vorrebbero donare se stessi, pur di estirpare quel male, sarebbero disposti a tutto...eppure non possono...non possono...far altro che affidarsi alla scienza e al conforto di qualche sbiascicata preghiera.
Non è facile invocare il Signore, in quelle circostanze, ci si sente soli con se stessi, soli con la propria impotenza.
Eppure, c'è chi ancora spera...qualcuno si impietosisce... vorrebbe tentare qualcosa.
C'è la sperimentazione... sta dando dei risultati, c'è un "certo" dottor Di Bella, a Modena, che con le sue cure sta facendo "miracoli".
Potremmo provare...la sua terapia, ma sembra che si tratti di un cocktail di farmaci, di nient'altro che palliativi.
Le opinioni scientifiche divergono...alcuni invocano la libertà di cura...altri semplicemente invitano alla calma e a non vendere facili illusioni, sono troppe le vite in gioco...sono troppe le persone sofferenti.
Una smorfia di insofferenza corre sul nostro volto, che ne sanno quei medici, quei politicanti da "strapazzo" del dolore della gente, della disperazione che subentra in coloro che non sanno come e cosa decidere e si aggrappano a tutto, anche alla più remota speranza.
Eppure Antonio...resta silenzioso, è stanco di sentire quello sterile chiacchiericcio e si gira nel suo letto, quasi per isolarsi da tutto il resto.
Vorrebbe gridare la sua rabbia, vorrebbe far conoscere la sua opinione...ma non vuole e non può più farlo, perché lo sconforto è tanto e le forze sono poche.
In quei momenti pensa alla sua vita, ai progetti che ha fatto, agli obiettivi che si è prefisso.
Ha vissuto fin ad allora con grande intensità, cercando di "strappare" ogni secondo, ogni attimo alla sua esistenza, senza arrendersi di fronte alle difficoltà.
Ripensa alla carriera giornalistica, alle gratificazioni che immancabilmente quella professione gli avrebbe regalato e... si vede all'interno di una redazione, tutto intento ad almanaccare del come e del perché certe cose vadano in un modo piuttosto che in un altro.
Si immagina, svelto, dinamico come sempre, a sostenere con la sua "incrollabile" dialettica le ragioni di questo o di quello, riuscendo alla fine a spuntarla di fronte alle scarse resistenze del suo ignaro interlocutore.
Certo che Antonio pensa... in quei momenti e sicuramente i suoi pensieri vanno agli affetti più cari, all'Avellino calcio e soprattutto ai New Bush...
Eppure i suoi silenzi appaiono assordati, egli è smarrito, è stanco di soffrire e anche se finge di non sapere ha già capito tutto.
E' troppo intelligente per non comprendere lo stato in cui si trova...sa bene che le speranze per lui sono poche e sono per lo più legate ad un miracolo.
Eppure Padre Pio... la sua foto è lì... Antonio vede che noi cerchiamo il suo aiuto, abbiamo bisogno del sua intercessione e sinceramente non sa cosa dirci se biasimarci per le nostre insistenze o accodarsi alle nostre disperate invocazioni.
Poi... un giorno, a febbraio, alle prime luci dell'alba, il suo cuore ha smesso di battere.
Così Antonio se n'è andato, in punta di piedi, con dignità, con coraggio... senza farci sentire il peso della sua condizione ma restando sempre sereno e muto nei suoi pensieri.
Strana "cosa"... è la vita!
Un ragazzo si allontana da casa, percorre, a bordo del suo motorino, una strada extraurbana e all'improvviso resta vittima di un incidente.
S'ode un urlo... e qualcuno grida il nome di Aniello.
E' Aniello Scafuri, un amico di Antonio, un ragazzo dei New Bush.
Siamo a maggio ed è una giornata assolata.
Qualche settimana prima Aniello era stato con i ragazzi del gruppo a Fermo, lì s'era interrotta la rincorsa dell'Avellino di Lombardi ai play-off per l'accesso in cadetteria.
Nella cittadina marchigiana Aniello si era divertito, aveva trascorso serenamente, come altre volte, un pomeriggio con gli amici.
Eppure la sua gioia, il suo splendido sorriso si sono spenti per sempre.
Strana "cosa"...è la vita!
Due giovani muoiono l'uno a distanza di tre mesi dall'altro.
Sia pure, per cause e in circostanze diverse, due destini si incrociano, due giovani esistenze sono "spazzate" via...
Gianpaolo Petrillo


CANTO DELL'ETERNO DOLORE

... Tra lenti canti, e vaghe danze
in armonia di corde e di canne,
l'intero giorno l'imperatore non
s'appagava di contemplarla...

... "Vogliamo in cielo essere
uccelli, nell'ala uniti,
vogliamo in terra essere rami
cresciuti in uno".
Eterno è il cielo, lungamente vive la terra
finché non muore.
Solo questo dolore
senza fine,
senza fine il tempo non muore.

... Sorretta dalle ancelle,
languida e sinuosa,
fu accolta nuova
nel tempo felice dei favori,
capelli a nube,
viso di fiori,
d'oro i pendenti tremuli al passo.

(Bo Juyi, 772-846, Cina, epoca Tang)