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Antonio Petrillo
(Giornalista e tifoso dell'Avellino)
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Antonio Petrillo, scomparso il 4-2-1998.
A dieci anni dalla sua morte il ricordo di
Antonio è sempre vivo nei cuori dei Baianesi,
perché i suoi pochi 27 anni sono bastati
a lasciare un ricordo indelebile del suo
passaggio che non è stato certamente una
meteora. <<Una vita breve, brevissima,
ma intensamente vissuta, "nutrita"
dalle passioni per lo sport e per il giornalismo
e "alimentata" dal senso dell'amicizia
e della humanitas>> è stato scritto
sulla locandina funebre.
Antonio Petrillo inizia a scivere all'età
di 12 anni su "La Voce della Bassa Irpinia
e dell'Agro Nolano". Dopo il conseguimento
del diploma presso il liceo classico Pietro
Colletta di Avellino, entra a far parte del
pool giornalistico di Telebaiano; successivamente
diventa corrispondente del "Giornale
di Napoli"; quindi, durante la presidenza
di Ermanno Corsi, viene iscritto all'Ordine
dei Giornalisti della Campania; frequenta
a Roma uno specifico corso di giornalismo
sportivo curato e coordinato da Italo Cucci;
viene nominato direttore di Radio Avella
International; fa parte della redazione di
Videonola; diventa uno dei pilastri dei "New
Bush", espressione pacifica del tifo
organizzato dell'Avellino calcio. Contemporaneamente
frequenta la facoltà di Giurisprudenza.
<< Chi è Antonio Petrillo? >>,
ho chiesto a Luca Pagano, suo fraterno amico.
<< Antonio Petrillo è l'amico ideale
che tutti vorrebbero avere, perché era leale,
onesto, sempre presente, colto, disponibile
per qualsiasi tipo di conversazione. Bastava
uno sguardo, un comportamento per esserci
di esempio! Con lui non si parlava solo dell'Avellino
e del calcio; si spaziava su tantissimi argomenti.
>>
<< Qual è il ricordo più bello che
tu hai di lui? >>
<< Tanti sono i ricordi belli! A partire
dalle vacanze passate insieme: montare una
tenda, cucinare pur senza saperlo fare, arrangiarsi
lontani dalla famiglia. E poi le trasferte
con l'Avellino, la passione più pura per
il calcio... >>
<< E sugli spalti, quando seguiva la
squadra del cuore? >>
<< Aveva negli occhi una luce particolare.
Era preso da una grande passione, dal cuore.
E seguiva dalla curva l'Avellino anche con
l'attenzione del giornalista, con un occhio
critico e professionale, sapendo che aspirava
fortemente a diventare un giorno un giornalista
sportivo. >>
<< Quale messaggio può venire dal ricordo
di Antonio? >>
<< Un messaggio attualissimo: quello
dell'amicizia e dell'aggregazione. In un
mondo che va sempre più verso l'individualismo
e la negazione del prossimo, per Antonio
era importantissimo lo stare insieme, il
vivere insieme, il dedicarsi agli altri,
trasmettere le proprie passioni. Il messaggio
continua ad essere presente in ognuno di
noi, tanto è vero che a 10 anni dalla scomparsa
nessuno si è dimenticato di lui, della sua
figura. Pure quelli che non lo conoscevano,
grazie ai nostri racconti, alle foto, alle
iniziative sociali che si portano avanti,
alla settimana sportiva che si organizza
a sua memoria nel campetto della villa, sanno
chi è Antonio Petrillo. Antonio non è andato
via, perché se dopo 10 anni stiamo ancora
a parlare di lui, se ancora dà la possibilità
di creare momenti di aggregazione nella vita
del paese, tra giovani e meno giovani, vuol
dire che il suo passaggio non è stato vano
su questa terra. >>
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Una vita tra calcio e redazione
di Massimiliano Santosuosso
Antonio Petrillo ci ha lasciati il 4 febbraio
del 1998, all'età di 27 anni. Portatore sano...
di una vera e propria "malattia"
per il giornalismo (in particolare quello
sportivo) ha iniziato a "scrivere"
all'età di 12 anni su "La Voce della
Bassa Irpinia e dell'Agro Nolano". Dopo
essersi brillantemente diplomato al liceo
classico "Pietro Colletta" di Avellino
entrò a far parte a tempo pieno del pool
giornalistico di Telebaiano. Nel giro di
pochi anni, iniziò a condurre i Tg, nonché
diversi programmi settimanali di cultura
e di sport da lui stesso ideati. Archiviata
la proficua esperienza televisiva con Telebaiano,
il " Giornale di Napoli" gli offrì
l'opportunità di diventare suo corrispondente,
in servizio permanente effettivo e con tanto
di posto in redazione. La sua attività, obiettiva
e sempre sincera, gli fece presto conseguire,
su decisione del Consiglio regionale dell'Ordine
dei Giornalisti della Campania, presieduta
da Ermanno Corsi, l'iscrizione all'Albo dei
giornalisti. Decise di seguire, con ottimi
risultati, uno specifico corso di giornalismo
sportivo, curato e coordinato a Roma, da
Italo Cucci. Col giornalismo coniugava buone
doti di organizzazione, tanto da essere nominato
direttore di Radio Avella International.
Attivo anche il suo impegno con " I
New Bush", espressione tra le più pacifiche
e civili del tifo organizzato avellinese.
Conciliava questi diversi impegni, frequentando
la facoltà di Giurisprudenza. E' stato altresì
impegnato anche nella redazione di Videonola,
dei cui notiziari era valido e stimato conduttore.
La morte, lo ha colpito nel pieno della sua
attività e maturità professionale. La sua
dipartita ha destato enorme commozione nell'ambiente
giornalistico campano. Con un "ciao
Antonio" l'hanno salutato i tanti manifesti
listati a lutto, Videonola ha interrotto
i programmi per alcuni giorni. Molte testate,
a carattere anche nazionale, hanno dato spazio
alla notizia della morte di Antonio. Ai funerali
persino i giocatori dell'Avellino calcio
si strinsero con commozione attorno alla
famiglia guidata dal papà Mario. E una maglia
della "sua" squadra del cuore,
ha accompagnato Antonio nel suo ultimo viaggio.
Tutta Baiano, ad un anno e mezzo dalla scomparsa
del giovane e promettente giornalista, ha
garantito la sua presenza questa mattina
nella sala consiliare del Comune. Sarà un
motivo in più per ricordare e commemorare
la memoria di un ragazzo, ma soprattutto
di un amico, che è volato al cielo lasciando
di sé un chiaro e splendido ricordo.
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Primo Concorso "La Penna d'oro"
Tre vincitori, 800 concorrenti e Antonio
continua a vivere
Da "Il Mattino" del 6 giugno
1999
Ha riscosso un notevolissimo successo
la
prima edizione del concorso giornalistico
"La penna d'oro" intitolato
alla
memoria del giovane giornalista Antonio
Petrillo.
Più di ottocento i partecipanti. Studenti
delle elementari, medie e superiori,
si sono
dati battaglia a suon di...temi e disegni
e alla fine, solo tre (uno per ogni
categoria)
sono riusciti a spuntarla. Alle premiazioni,
che si terranno questa mattina con
inizio
alle ore 10.30 nella sala consiliare
del
Comune di Baiano, parteciperanno oltre
alle
varie autorità dei Comuni del Mandamento,
anche centinaia e centinaia di studenti.
Ma veniamo ai vincitori. Per le elementari
si è aggiudicato il primo premio (lire
200
mila in danaro più una penna d'oro),
Sabato
De Vattimo, giovane alunno della 4^
B della
Scuola Elementare Statale di Cimitile.
Piazzamento
d'onore e premio speciale, invece,
per Carmine
Gragnano, alunno della 5^ A del plesso
scolastico
di San Giovanni di Roccarainola. Per
le scuole
medie inferiori, invece, la borsa di
studio
( lire 300 mila in danaro più penna
d'oro)
è andata alla studentessa baianese
Luigia
Pezzillo che frequenta la classe 3^
C della
Scuola media "G.Parini" di
Baiano.
Premio speciale anche a Beniamina Montanaro.
La giovane, anche lei di Baiano e dello
stesso
istituto della vincitrice, si è classificata
con il proprio elaborato al secondo
posto.
Infine, per i premi riservati alle
scuole
medie superiori, l'ha spuntata Rossella
Accetta.
La giovane di Mugnano del Cardinale,
frequenta
il Liceo Classico "Giosuè Carducci"
di Nola. A lei andrà la borsa di studio
messa
a disposizione dalla famiglia Petrillo
del
valore di lire 400 mila più una penna
d'oro.
Secondo posto, invece, per Lucia Rega.
La
giovane di Moschiano frequenta la 5^
H del
liceo classico "Carducci"
di Nola.
Un premio speciale, molto particolare,
verrà
consegnato in mattinata, anche alla
5^ H
della Scuola Elementare di Cicciano
guidata
dal prof. Carmine Montella ( originario
di
Baiano). Il professore, insieme ai
suoi studenti,
ha presentato per il concorso un cd-rom
sul
linguaggio multimediale. Un elaborato
all'avanguardia
che ha destato notevole curiosità e
successo
tra la giuria che ha deciso di ricompensarlo
con un premio speciale. E una lode
particolare
va anche alla Commissione esaminatrice
che
nel corso delle ultime settimane ha
dovuto
lavorare davvero sodo per giudicare
con imparzialità
e professionalità gli elaborati arrivati
numerosi. Un ringraziamento particolare,
quindi, va fatto ai professori Enrico
Stago,
Michele Sorrentino, Domenico Napolitano,
Francesco Maria Nappi ed Enzo Barone,
che
tanto si sono adoperati per garantire
la
massima trasparenza ad un concorso
che per
la prima edizione ha riscosso notevole
successo.
E un ringraziamento va anche ai "New
Bush Antonio Petrillo", al Provveditorato
agli studi della Provincia di Avellino,
a
"L'Incontro", circolo culturale
di Baiano e all'emittente televisiva
Et Campania
che hanno collaborato attivamente insieme
a "Il Mattino" affinché tutto
procedesse
per il verso giusto. Inutile a questo
punto,
e quasi superfluo, sottolineare la
soddisfazione
della famiglia di Antonio Petrillo
che ha
sempre creduto con forza nella buona
riuscita
del concorso. L'ennesima dimostrazione
di
affetto ad un giovane scomparso che
ad un
anno e mezzo dalla sua dipartita è
ancora
nel cuore di tutti.
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L'amicizia e i ricordi
(di Gianpaolo Petrillo, fratello di Antonio)
Spesso di sera, in particolare nel periodo
estivo, quasi involontariamente e senza un
perché, gli occhi si posano sulle tante stelle
che luccicano, più o meno timidamente, nel
buio che ci sovrasta e ci avvolge tutti.
Ah! Che mirabile spettacolo è quello
che
si presta alla nostra vista, al levarsi
di
quel sipario che dischiude la notte
e disvela
le sue meraviglie!.
Sembra quasi che tanti spilli siano
stati
seminati nel firmamento per tener su
quegli
spazi tra i quali furtivamente si perde
la
nostra mente.
E' come un incanto al quale assistiamo
impotenti
e consapevoli dei suoi infingimenti,
ben
lieti, però, di esservi dolcemente
immersi.
E altrettanto avviene, quando l'incerto
chiarore
aurorale si fa spazio tra le ombre
della
notte che si allontana.
Un sentimento di speranza, di rinnovata
gioia
cattura i nostri animi e ci predispone
al
giorno che avanza.
Eppure, tutto ciò, non avrebbe alcun
senso,
alcuna ragione d'essere se a viverlo
fossimo
soli con noi stessi, privi di un amico,
col
quale condividere quelle stesse emozioni.
Scriveva Cicerone:"Tutti sanno
che la
vita non è vita senza amicizia, se
almeno,
in parte, si vuole vivere da uomini
liberi.
(...) Allora è vero quanto ripeteva,
se non
erro, Architta di Taranto (...) "Se
un uomo salisse in cielo e contemplasse
la
natura dell'universo e la bellezza
degli
astri, la meraviglia di tale visione
non
gli darebbe la gioia più intensa, come
dovrebbe,
ma quasi un dispiacere, perché non
avrebbe
nessuno a cui comunicarla". Così
la
natura non ama affatto l'isolamento
e cerca
sempre di appoggiarsi, per così dire,
a un
sostegno, che è tanto più dolce quanto
più
è caro l'amico" ( De amicitia).
L'amicizia, pertanto, è un dono prezioso
del quale tutti gli uomini hanno bisogno
se vogliono godere dell'armonia dell'universo,
delle bellezze che lo compongono e
della
divina forza che lo anima.
E' un sentimento spontaneo che sorge
tra
due o più persone, le quali abbiano
gli stessi
interessi, le stesse passioni e una
naturale
propensione all'amore.
Non può essere un buon amico chi non
è capace
di amare, di comprendere le altrui
necessità,
di offrire la propria solidarietà,
al di
là di qualsiasi pregiudizio o interesse
personale.
E la vera amicizia, la f???a dei greci,
non
si esaurisce nella s?µp??e?a, nella
reciprocità
degli affetti e nella mera condivisione
dei
sentimenti, che possono anche essere
legati
a pochi e fuggevoli momenti, ma si
caratterizza
per la sua durata nel tempo, per il
fatto
di sopravvivere alle vicissitudini
e alle
distanze spazio-temporali che spesso
ci allontanano
e ci conducono via.
Anzi, il tempo e la lontananza finiscono
spesso per rendere più salde e significative
le amicizie, anche quelle che credevamo
di
aver perdute.
A tal proposito tornano in mente i
Promessi
Sposi di A. Manzoni.
In particolare, il capitolo XXXIII,
in cui
Renzo ritornato nel suo paese natio,
reso
taciturno dalla peste, che ovunque
aveva
sparso miserie e lutti, incontra l'amico
di un tempo.
"Renzo...! " disse quello,
esclamando
insieme ed interrogando, "Proprio"
disse Renzo; e si corsero incontro.
"Sei
proprio tu!" disse l'amico, quando
furono
vicini: "oh che gusto ho di vederti!
Chi l'avrebbe pensato?!" (...)
E, dopo
un'assenza di forse due anni, si trovarono
ad un tratto molto più amici di quello
che
avessero mai saputo d'essere nel tempo
che
si vedevano quasi ogni giorno; perché
all'uno
e all'altro (...) erano toccate di
quelle
cose che fanno conoscere che balsamo
sia
all'animo la benevolenza; tanto quella
che
si sente, quanto quella che si trova
negli
altri".
Ed è proprio l'assenza, il senso di
una presenza
impercettibile ma immanente tra noi,
che
rende più forte il legame di amicizia
che
i New Bush continuano a nutrire nei
confronti
di Antonio.
La loro amicizia è come un fuoco sempre
acceso
che cova in sé le sue fiamme.
Un fuoco che visto da lontano ci appare
muto,
privo di calore e della forza di riscaldarci.
Ma poi basta un istante, un'occasione
che
ce lo avvicini, perché tutto sia diverso.
Improvvisamente, ne sentiamo la presenza,
avvertiamo il suo tepore e le sue fiamme
ci appaiono alte e robuste come mai
avremmo
creduto che potessero essere.
Un'amicizia sincera che il tempo ha
rafforzato
e arricchito di significati.
E allora così come le dune di un deserto,
apparentemente immobili ed inviolabili,
vengono
continuamente rimodellate e messe in
movimento
dall'improvviso impeto del vento, i
ricordi,
cristallizzati e fermi in se stessi,
prendono
ad animarsi e ad intrecciarsi tra loro,
sollecitati
come sono dall'affetto che quei ragazzi
continuano
ad esprimere per il loro amico del
cuore.
Sembra così vicino il giorno dell'inaugurazione
della prima edizione del Memorial Antonio
Petrillo, che quasi si avverte un senso
di
smarrimento e di repentino turbamento
per
gli anni che sono trascorsi e per le
persone
che nel frattempo ci hanno lasciati
Era il settembre del 1998, quando all'incerta
luce del crepuscolo, tra il muto sventolio
delle bandiere del gruppo e il volo
di quaranta
colombe bianche, per la prima volta
veniva
inaugurato il torneo.
E sovviene alla mente il silenzio che
avvolgeva
la piazza durante la celebrazione della
Santa
Messa.
Un silenzio discreto ma carico di significati,
col quale ciascuno si stringeva ad
Antonio
e ai ricordi dei pochi momenti vissuti
con
lui.
Ritornano alla mente le due edizioni
del
concorso "La Penna d'oro",
l'incredibile
successo di partecipazione che esse
riscossero
e gli oltre mille elaborati che la
commissione
giudicatrice dovette pazientemente
esaminare
tra quelli inviati non solo dalle località
irpine più lontane geograficamente(Guardia
dei Lombardi, Montella, Calitri) ma
anche
da buona parte del vicino hinterland
partenopeo
(Nola, Cimatile, Cicciano, Comiziano).
E, poi, l'inaugurazione del nuovo impianto
polifunzionale "Antonio Petrillo"
e le prime partecipazioni delle rappresentative
delle scuole calcio, provenienti dalla
Sicilia,
dalla Calabria, dal Lazio e dai capoluoghi
delle più vicine province campane.
Si susseguono in rapida successione
tanti
ricordi, tanti particolari, che quasi
come
un fiume in piena rompono gli argini
e rivendicano
uno spazio che non può essere loro
negato.
Riecheggia il vocio dei bambini festanti
per l'arrivo della Befana dei New Bush.
Sembra di rivedere il loro disordinato
accorrere
verso il luogo della distribuzione
delle
calze.
E poi quasi per incanto ricompaiono
le due
splendide coreografie che la Curva
Sud volle
dedicare ad Antonio, nel febbraio del
2001
e in quello del 2003, in occasione
delle
partite di calcio che vedevano impegnata
l'Avellino nei delicati incontri contro
il
Palermo e la Fermana Calcio.
Quindici stendardi, ciascuno alto tre
metri,
vennero collocati l'uno accanto all'altro
per comporre la scritta "Antonio
Petrillo"
e al centro dell'anello superiore della
Curva
Sud venne esposto lo striscione "Il
tempo non cancella il tuo ricordo".
E altrettanto emozionante, sembra di
rivedere
l'omaggio coreografico che la "Sud"
propose contro i marchigiani.
In un mare di cartoncini bianchi e
verdi,
disposti in modo tale da dividere a
spicchi
la Curva (nella quale erano già stati
esposti
due striscioni "Sarà capitato
anche
a voi di avere un amico nel cuore"
e
"E' sempre qui con noi")
riemerge
una bandiera enorme, recante un'effige
stilizzate
del volto di Antonio.
Beh... quanto entusiasmo, quanto amore.
Alla realizzazione di quelle coreografie
i ragazzi dei New Bush si dedicarono
per
giorni, sacrificandosi senza soste,
anche
nelle ore notturne immediatamente precedenti
le due gare di calcio.
E tutto questo per Antonio, per un
amico
sfortunato che con loro aveva condiviso
un'analoga
ed incrollabile passione sportiva per
l'Avellino
Calcio.
Un sentimento fortissimo di fratellanza
e
di amicizia, che si è rafforzato negli
anni,
attraverso le tante trasferte vissute
assieme
al seguito della squadra del cuore,
percorrendo
migliaia e migliaia di chilometri su
e giù
per l'Italia.
Un legame quasi indissolubile che soprattutto
nei momenti più difficili della vita
di ogni
giorno spinge molti ragazzi dei New
Bush
(ma non solo) ad invocare l'aiuto di
Antonio.
E questo solo perché Antonio è stato
e continuerà
ad essere l'amico di sempre, un ragazzo
che
tutti indifferentemente hanno imparato
ad
apprezzare per le sue doti di umanità
e di
sincerità.
Ah... c'è un ricordo che bussa... prepotentemente
alle porte del cuore.
E' la trasferta di Crotone dell'anno
scorso.
Improvvisamente sembra di risentire
i cori
con quali i New Bush e gli amici più
cari
invocavano il nome di Antonio.
Sembrava quasi un'invocazione, un modo
disperato
per riportarlo in qualche modo in vita,
per
dargli la gioia di vivere la festa
della
promozione, alla quale lui avrebbe
senz'altro
preso parte.
Beh... sono tante e tali le testimonianze
di amicizia che gonfiano il cuore e
ne accelerano
il battito che a volerle ricordare
tutte
si corre seriamente il rischio di dimenticarne
qualcuna.
Tuttavia... c'è un ultimo messaggio
che va
riportato e che Antonio avrebbe ben
volentieri
sottoscritto per ringraziare i suoi
amici:
"L'amicizia è un bene prezioso
che unisce
i nostri cuori. Siate orgogliosi di
appartenere
ai New Bush. Ovunque andrete sarò sempre
con voi..."
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Antonio Petrillo e Aniello Scafuri: due giovani
vite, un unico destino
(di Gianpaolo Petrillo)
Strana "cosa"... è la vita!
Ogni giorno ci affanniamo per "costruire"
il nostro futuro; ci diamo tutti un
gran
da fare per vivere dignitosamente il
nostro
presente; vorremmo poter realizzare
mille
progetti...
Sembriamo come tante formiche che si
muovono
rapidamente da un punto all'altro,
senza
mete ben precise, ma tutte alla ricerca
di
qualcosa da raggranellare.
Quotidianamente affrontiamo le difficoltà,
ci armiamo di tutto punto per assolvere
i
nostri impegni e faticosamente costituiamo
l'ordito all'interno del quale si inserisce
la "trama" della nostra esistenza.
E' un continuo intrecciarsi di situazioni
e di eventi, un'alternarsi di gioie
e di
dolori, di emozioni e turbamenti.
Eppure quando meno ce l'aspettiamo,
nel momento
in cui crediamo di aver imboccato la
strada
giusta, così all'improvviso, in un
attimo,
in una manciata di secondi tutto...svanisce...tutto
si arresta.
E' come se inopinatamente venissero
meno
i binari lungo i quali scorre il treno
della
nostra vita e qualcuno ci imponesse
di scendere
in fretta, perché il nostro tempo è
trascorso
ed altri devono prendere posto nella
vettura
che ci ha ospitati.
Strana "cosa"...è la vita!
Pensiamo di poter vivere serenamente
la giovinezza,
di avere un lungo percorso davanti
a noi...tanto
chi o che cosa potrebbe mai impedircelo...
Vorremmo conoscere il mondo, farlo
nostro
e renderlo nostro "schiavo";
vorremmo
prendere un aereo salire sul tetto
della
terra e lì fermarci per contemplarne
le sue
bellezze.
Ci sentiamo come aquile che si librano
nel
cielo sereno e si immergono nelle sue
immensità.
Pensiamo di essere forti, belli, immune
da
ogni male...ma poi un giorno..."scopriamo"
di avere un po' di febbre.
"Beh...Antonio non ti preoccupare
è
solo un raffreddore...forse hai preso
freddo".
Eppure il giorno dopo la "temperatura"
inizia a salire...da 37 a 38, e allora
ci
viene un pensiero...ma no...non può
essere
...ancora una volta...non può ritornare
il
male...abbiamo "fatto" i
controlli
a Milano, a Napoli...
Un brivido corre nella schiena di tutti...ma
i medici ci rassicurano...sarà un'influenza...occorrerà
fare degli accertamenti...non c'è nulla
da
temere.
Ma poi, si scopre che in realtà quella
febbre
così alta non è un'influenza, è qualcosa
di più...di ben più serio; è un "mostro"
che vive fra noi, che si alimenta con
noi,
che ci sottrae giorno per giorno un
po' della
sua vita...e cresce...cresce senza
motivo.
E' come un sanguisuga che silenziosamente
fa il suo "dovere"; essa
fa un
"salasso" della sua vita
e spegne
per sempre il suo sorriso.
Mamma e papà...vorrebbero fare qualcosa,
vorrebbero donare se stessi, pur di
estirpare
quel male, sarebbero disposti a tutto...eppure
non possono...non possono...far altro
che
affidarsi alla scienza e al conforto
di qualche
sbiascicata preghiera.
Non è facile invocare il Signore, in
quelle
circostanze, ci si sente soli con se
stessi,
soli con la propria impotenza.
Eppure, c'è chi ancora spera...qualcuno
si
impietosisce... vorrebbe tentare qualcosa.
C'è la sperimentazione... sta dando
dei risultati,
c'è un "certo" dottor Di
Bella,
a Modena, che con le sue cure sta facendo
"miracoli".
Potremmo provare...la sua terapia,
ma sembra
che si tratti di un cocktail di farmaci,
di nient'altro che palliativi.
Le opinioni scientifiche divergono...alcuni
invocano la libertà di cura...altri
semplicemente
invitano alla calma e a non vendere
facili
illusioni, sono troppe le vite in gioco...sono
troppe le persone sofferenti.
Una smorfia di insofferenza corre sul
nostro
volto, che ne sanno quei medici, quei
politicanti
da "strapazzo" del dolore
della
gente, della disperazione che subentra
in
coloro che non sanno come e cosa decidere
e si aggrappano a tutto, anche alla
più remota
speranza.
Eppure Antonio...resta silenzioso,
è stanco
di sentire quello sterile chiacchiericcio
e si gira nel suo letto, quasi per
isolarsi
da tutto il resto.
Vorrebbe gridare la sua rabbia, vorrebbe
far conoscere la sua opinione...ma
non vuole
e non può più farlo, perché lo sconforto
è tanto e le forze sono poche.
In quei momenti pensa alla sua vita,
ai progetti
che ha fatto, agli obiettivi che si
è prefisso.
Ha vissuto fin ad allora con grande
intensità,
cercando di "strappare" ogni
secondo,
ogni attimo alla sua esistenza, senza
arrendersi
di fronte alle difficoltà.
Ripensa alla carriera giornalistica,
alle
gratificazioni che immancabilmente
quella
professione gli avrebbe regalato e...
si
vede all'interno di una redazione,
tutto
intento ad almanaccare del come e del
perché
certe cose vadano in un modo piuttosto
che
in un altro.
Si immagina, svelto, dinamico come
sempre,
a sostenere con la sua "incrollabile"
dialettica le ragioni di questo o di
quello,
riuscendo alla fine a spuntarla di
fronte
alle scarse resistenze del suo ignaro
interlocutore.
Certo che Antonio pensa... in quei
momenti
e sicuramente i suoi pensieri vanno
agli
affetti più cari, all'Avellino calcio
e soprattutto
ai New Bush...
Eppure i suoi silenzi appaiono assordati,
egli è smarrito, è stanco di soffrire
e anche
se finge di non sapere ha già capito
tutto.
E' troppo intelligente per non comprendere
lo stato in cui si trova...sa bene
che le
speranze per lui sono poche e sono
per lo
più legate ad un miracolo.
Eppure Padre Pio... la sua foto è lì...
Antonio
vede che noi cerchiamo il suo aiuto,
abbiamo
bisogno del sua intercessione e sinceramente
non sa cosa dirci se biasimarci per
le nostre
insistenze o accodarsi alle nostre
disperate
invocazioni.
Poi... un giorno, a febbraio, alle
prime
luci dell'alba, il suo cuore ha smesso
di
battere.
Così Antonio se n'è andato, in punta
di piedi,
con dignità, con coraggio... senza
farci
sentire il peso della sua condizione
ma restando
sempre sereno e muto nei suoi pensieri.
Strana "cosa"... è la vita!
Un ragazzo si allontana da casa, percorre,
a bordo del suo motorino, una strada
extraurbana
e all'improvviso resta vittima di un
incidente.
S'ode un urlo... e qualcuno grida il
nome
di Aniello.
E' Aniello Scafuri, un amico di Antonio,
un ragazzo dei New Bush.
Siamo a maggio ed è una giornata assolata.
Qualche settimana prima Aniello era
stato
con i ragazzi del gruppo a Fermo, lì
s'era
interrotta la rincorsa dell'Avellino
di Lombardi
ai play-off per l'accesso in cadetteria.
Nella cittadina marchigiana Aniello
si era
divertito, aveva trascorso serenamente,
come
altre volte, un pomeriggio con gli
amici.
Eppure la sua gioia, il suo splendido
sorriso
si sono spenti per sempre.
Strana "cosa"...è la vita!
Due giovani muoiono l'uno a distanza
di tre
mesi dall'altro.
Sia pure, per cause e in circostanze
diverse,
due destini si incrociano, due giovani
esistenze
sono "spazzate" via...
Gianpaolo Petrillo
CANTO DELL'ETERNO DOLORE
... Tra lenti canti, e vaghe danze
in armonia di corde e di canne,
l'intero giorno l'imperatore non
s'appagava di contemplarla...
... "Vogliamo in cielo essere
uccelli, nell'ala uniti,
vogliamo in terra essere rami
cresciuti in uno".
Eterno è il cielo, lungamente vive
la terra
finché non muore.
Solo questo dolore
senza fine,
senza fine il tempo non muore.
... Sorretta dalle ancelle,
languida e sinuosa,
fu accolta nuova
nel tempo felice dei favori,
capelli a nube,
viso di fiori,
d'oro i pendenti tremuli al passo.
(Bo Juyi, 772-846, Cina, epoca Tang)
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