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Il progetto è nato come segno di riconoscenza
per il nostro quartiere.
Dobbiamo molto ai Vesuni: è lì che
siamo
nati e cresciuti. E' in quello spazio
umano
che abbiamo imparato ad affrontare
la vita
con senso del dovere e della responsabilità.
Alla sua scuola siamo stati educati
alla
solidarietà più che all'egoismo, alla
semplicità
più che alla furbizia, alla schiettezza
più
che all'ipocrisia, al rispetto dell'uomo,
coi suoi valori, piuttosto che al servizio
di falsi profeti di un'ingannevole
modernità.
La mia acutissima sensibilità si è
sempre
nutrita del ricordo delle atmosfere
dei Vesuni,
della coralità paesana, delle case,
degli
odori, dei vicoli, dei rumori, degli
amici,
degli affetti perduti, delle gioie
e dei
tormenti, delle speranze e delle delusioni.
Io sono convinto che nella realtà dei
Vesuni
si trovino le nostre radici, che ci
danno
forza e saldezza, senza le quali è
più difficile
costruire la nostra esistenza.
L'affresco realizzato dall'artista
Luigi
Falco di Avella mi ha fatto ritrovare
ragazzo,mi
ha fatto riscoprire personaggi, storie,
tradizioni,
costumi di vita, luoghi, convenzioni
sociali.
E' il quartiere che riemerge dall'oblio
nel
quale l'avevamo cacciato, si rianima,
riprende
forma ed appare più vivo che mai.
Il percorso che ho tracciato nelle
pagine
del mio libro è un altro affresco,
non eseguito
con pennelli e colori, ma così come
riaffiora
dal mio cuore e dai ricordi di tanta
gente.
(Antonio Vecchione)
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| La realizzazione di un artistico affresco
murale (fortemente voluto dagli "Amici
dei Vesuni" e realizzato dal Maestro
avellano Luigi Falco) che rievoca plasticamente
l'antica vita popolare del quartiere
dei
Vesuni, offre ad Antonio Vecchione
l'occasione
di una commossa ed appassionata ricostruzione
di questo storico quartiere, che oggi
costituisce
il centro antico di Baiano, ma che
nel passato
ha costituito il paese stesso, identificandosi
in pratica con esso.
Si tratta di una rievocazione allo
stesso
tempo personale e corale, tutta giocata
sul
filo del recupero della memoria individuale
e collettiva, soprattutto delle persone
anziane,
che ha consentito ad Antonio Vecchione
di
mettere insieme - con un abile e amoroso
gioco d'incastro - uno straordinario
e ricchissimo
patrimonio di episodi, scorci, bozzetti,
personaggi, frammenti di vita. Il volume
ci restituisce così l'immagine vividissima
e suggestiva della vita quotidiana
di una
comunità (allo stesso tempo artigiana
e contadina,
popolare e solidale), della quale oggi
resta
ormai soltanto il ricordo.
Il volume si pone quindi da un lato
come
un esperimento, dagli esiti quanto
mai felici
e produttivi, di storia orale, e dall'altro
assume una valenza morale straordinaria
per
i valori spirituali di amore, di solidarietà
e di forte senso della comunità che
con forza
recupera ed esprime.
Prof. Francesco Barra, docente universitario.
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