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La processione del Bambino Gesù
(di Carmine Montella)
L'identità di un quartiere vien fuori sia
dalla vita quotidiana dei suoi abitanti,
sia dalle manifestazioni folkloristiche organizzate
nel corso delll'anno e nell'arco della del
tempo che passa.
Anche <<'e Vesuni>> (centro storico
di Baiano), naturalmente, non sfuggono a
questa regola e sono caratterizzati da momenti
unici vissuti con particolare intensità.
Il legame tra << 'e Vesuni>>
e la chiesa è stato sempre forte, testimoniato
soprattutto dalla grande partecipazione alle
<<messe 'e notte>> durante la
novena in onore di Santo Stefano e alle funzioni
del mese mariano, dal contributo materiale
alla festa del santo patrono e dall'attesa
davanti casa del passaggio di Santo Stefano
il 26 Febbraio, il 3 Agosto ed il 26 Dicembre;
infine, dall'organizzazione della festa in
onore di San Giacomo e, da qualche anno,
dei "Vesuni in festa".
Ma la processione del Bambino Gesù, la sera
della vigilia di Natale, è il momento più
toccante per la sensibilità delle persone
del centro storico, perché è un'iniziativa
che nasce dal desiderio della gente semplice
di offrire a Gesù appena nato la dimostrazione
che almeno per una sera - mettendo da parte
i dispiaceri della vita, i rancori, le inimicizie,
le maldicenze - tutti sono fratelli, tutti
amano il prossimo, tutti augurano ad ognuno
che si incontra ogni bene ed ogni fortuna;
tutti si stringono la mano e si amano come
Lui ama tutti noi.
Per questo bisogna ringraziare la signora
Pradal Stefanina, che da anni mette tutta
la passione di cui è dotata per organizzare
nel modo migliore la festa al Signore che
nasce. Gira per le case e chiede un'offerta
che poi servirà a coprire le spese che comporta
la processione. Soprattutto la musica! Con
l'aiuto dei familiari costruisce e addobba
la capanna nel cortile di casa sua, dove
poi nascerà il Bambino e dove tutti i baianesi
vanno a salutarLo, a fare una preghiera,
a scambiarsi gli auguri. Da lì poi verrà
portato in processione per le strade del
paese, seguito da una marea di gente che
Gli offre dal profondo del cuore preghiere
e canti, allietati dalle carabine e dai tracchi
che riscaldano il freddo pungente della nottata.
Chi resta a casa Lo aspetta e Gli tributa
omaggio con bengala di vari e vivacissimi
colori che illuminano il cielo e gli occhi
degli anziani dalle lacrime facili. Dopo
il lungo giro per le strade del paese, non
fermato dal freddo, né dalla pioggia, né
dal vento, sotto la spinta dei fedeli e dei
fuochi pirotecnici, viene portato nella chiesa
di Santa Croce, dove ad attenderLo ci sono
coloro che hanno preferito rinunciare alla
processione per occupare un posto "in
prima fila" per ascoltare la Santa Messa.
Fanina Pradal è figlia d'arte, perché prima
di lei e per tanti anni a curare l'organizzazione
della festa era il suo padre adottivo, Pellegrino
'o Capone, vigile comunale. Quelli della
mia generazione certamente portano il ricordo
e la testimonianza di quell'uomo buono e
generoso che il 24 Dicembrte girava per i
Vesuni con un carretto trainato con le sole
forze delle braccia per raccogliere <<
'e cippone>> che la gente gli offriva
per costruire la capanna, compito di Zito
Salvatore (detto 'o paratore) che pagava
le spese occorrenti con i soldi che i fedeli
mettevano nella guantiera ai piedi del Bambino.
Per noi ragazzini era un vero divertimento
collaborare con lui in quella sua "missione",
aiutandolo a portare il carretto specialmente
quando diventava pesante per il carico. Per
la salita si spingeva. Per la discesa si
frenava. Nel cuore la gioia di offrire al
Signore l'entusiasmo dell'età! Pellegrino
ci aspettava e sapeva di contare su di noi
pur senza mai chiamarci! Non so se prima
di lui altri abbiano organizzato la processione
del Bambino Gesù! Lui l'ha fatto per molti
anni e certamente ha gradito che la figlia
Fanina ha continuato la sua opera!
A portare in braccio il Bambino in processione
si è creata una vera tradizione familiare,
che non ha mai sottratto spazio, però, ad
altri bambini desiderosi di interpretare
per una notte il ruolo di "angeli".
Prima Nunziatina Pradal (già dal 1934) e
la stessa Fanina (per 12 anni a partire dal
1945) con le ali attaccate alle spalle hanno
portato tra le braccia il Bambino, percorrendo
a piedi le strade del paese fino alla chiesa,
accompagnati dal clarino di Tobia Vecchione
(detto 'o quartino) e dalla tromba di Cosimo
Saginario (detto Cusimiello 'o scarparo)
che offrivano gratuitamente la propria prestazione
artistica. Poi le quattro sorelle Albertini
(le figlie di Gerardo 'o funtaniere e di
Lilina 'a cucciulona): Lina (Nicolina), Sisina
(Teresa), Abbondanza e Maria, sempre a piedi.
Subito dopo, per un voto fatto da Mimì per
la nascita di Enzo, iniziò la collaborazione
della famiglia Colarusso che mise a disposizione
il proprio camioncino (guidato dallo stesso
Mimì, poi dal figlio Enzo ed ora da Mimì,
figlio di Enzo), sul quale veniva caricata
la capanna con gli angeli ed il Bambino.
Il primo angelo motorizzato fu Pina Colucci
(figlia di Nunziatina); quindi le sue sorelle
Stefania ed Antonietta; poi Maria e Daniela
Canonico (figlie di Fanina). 
Successivamente il ruolo fu impersonato da
bambini di varie famiglie, anche della stessa
famiglia Colarusso (Aida figlia di Enzo Colarusso),
fino ad arrivare ai nipotini di Nunziatina
e di Fanina (Stefania figlia di Canonico
Anastasio; Napolitano Maria Laura figlia
di Pina Colucci; Sforza Nunzia figlia di
Daniela Canonico; Balbi Miriam e Janira figlie
di Maria Canonico) ed a Nunzia figlia di
Massimo Colucci, il 24 Dicembre 2006.
Sono trascorsi tantissimi anni, ma la fede
è sempre la stessa, sia da parte di Fanina
Pradal, sia da parte dei Baianesi che aspettano
la processione di mezzanotte come un tassello
ineliminabile della festa del Majo in onore
di Santo Stefano. E la gente dei Vesuni sa
di aver conservato gelosamente una manifestazione
nata nel quartiere ed offerta all'intero
paese come veglia per chi partirà per il
taglio del Majo con la benedizione del Bambino
Gesù. (Giugno 2007) |